Kyenge, nessun raid razzista. È stato il vicino a imbrattare di sterco il suo giardino

lunedì 16 aprile 19:05 - DI Redazione

Non un gesto xenofobo, ma una ripicca tra vicini. Vi sarebbe questo dietro l’imbrattamento dei muri esterni della casa di Cécile Kyenge, nel modenese, con escrementi di cane. L’atto vandalico era stato denunciato dal Pd locale come «un gesto chiaramente intimidatorio nei confronti del lavoro di Cécile, e di disprezzo dei valori di integrazione e inclusione che, prima come ministro e ora come europarlamentare, continua a difendere con convinzione e capacità». Ma la “confessione” di un vicino di casa fa cadere totalmente la pista politica e razzista e fa emergere quella che sarebbe una storia di ordinarie, reciproche inciviltà: «Perché l’ho fatto? Semplice: suo marito non raccoglie mai le deiezioni del loro cane di grossa taglia e all’ennesimo episodio – ha spiegato l’uomo – non ci ho visto più dalla rabbia, ho rimosso le feci e le ho gettate nel giardino».

Dunque, secondo quanto ricostruito da questo residente di Gaggio di Castelfranco, che è voluto rimanere anonimo, il lancio di escrementi non è stato «un atto xenofobo, ma un gesto di esasperazione verso un atteggiamento incivile». «Me ne scuso, ma certe volte quando sale la rabbia cedi a reazioni spropositate», ha aggiunto l’uomo al Resto del Carlino, spiegando che «più di una volta abbiamo visto coi nostri occhi che suo marito lasciava il cane farla dove capitava e lo abbiamo invitato a smetterla, ma niente». «Finché l’animale fa le sue cose in mezzo all’erba può anche passare, ma il discorso è diverso – ha sottolineato il vicino – quando ci ritroviamo le feci sulla ciclabile o sulla strada dove camminiamo coi nostri bambini».

«È da tempo che accade la stessa cosa e sinceramente non sono l’unico ad essermi stancato», ha proseguito l’uomo, chiarendo che la situazione sarebbe degenerata di fronte alle continue mancanze del marito dell’eurodeputata Pd. Così dopo essere «finito col piede dritto sui bisogni voluminosi del cane» mentre passeggiava sulla ciclabile, l’uomo ha perso la ragione: «Ammetto che mi si è chiusa la vena, ho raccolto tutto e ho gettato l’escremento nel loro giardino sporcando anche il muro». Non è stato un bel gesto, lo so, ma non avete idea quante volte ci siamo ritrovati nelle medesime condizioni di disagio», ha precisato il vicino di casa di Kyenge, riferendo neanche quel tipo di ritorsione ha fatto cambiare abitudine al marito dell’eurodeputata. Il giorno dopo, infatti, la ciclabile era nuovamente sporca. «Questa volta ho mantenuto la calma, ho messo tutto in un fazzoletto e poi l’ho lasciato davanti al cancelletto della villetta. Personalmente non sono mai entrato nel giardino della loro abitazione in nessuna delle due occasioni e ribadisco che l’unica intenzione – ha concluso il vicino – è stata quella di sfogarmi per una situazione che ormai si ripete da troppo tempo».

Dopo l’intervista del vicino al Resto del Carlino, l’eurodeputata è intervenuta sulla sua pagina Facebook per assicurare di avere e aver sempre avuto ottimi rapporti con i vicini e per chiarire che «il “vicino anonimo”, evocato da un giornale, che avrebbe raccolto escrementi di un cane presso il proprio domicilio, o lungo la strada, avrebbe rigettato contro il nostro muro escrementi di cui è l’unico a conoscerne l’origine». «Mi pare, dunque, un tentativo di attribuire al nostro cane le responsabilità di un gesto d’odio compiuto proprio contro di me e la mia famiglia», ha scritto ancora la Kyenge nel suo lungo post, nel quale però il marito non viene scagionato dall’accusa di inciviltà mossagli dal vicino. Su quel fronte, infatti, Kyenge tace.

Commenti

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  • flo.faso@libero.it 18 aprile 2018

    pensate che se invece del cane portava a spasso l’elefante come usano in africa……

  • vittorio.sciullo@libero.it 17 aprile 2018

    non ha imbrattato il muro, ha solo restituito ciò che è suo

  • espositocla@libero.it 17 aprile 2018

    Come la metti metti la kienghe ha sempre ragione ma io non le credo perché ci sono persone incivili e per non ammettere che è suo marito l’incivile insinua che non è la cacca del suo cane ma di un anonimo. MA SI PUÒ?

  • oriana301@gmail.com 17 aprile 2018

    Chi pratica lo zoppo alla fine zoppica,l’inciviltà per questa gente è la prassi

  • lamberto.lari@hotmail.it 17 aprile 2018

    Ma dai? Che la Kyenge sia santa???? O forse lei e suo marito sono semplicemente degli incivili come del resto capita molto spesso in altri condomini? E’ inutile che la faccia tanto lunga farebbe prima a scusarsi!

  • giorgiorapanelli@virgilio.it 17 aprile 2018

    Evidentemente la Kyenge dimostra di non aver perduto il complesso di inferiorità proprio della sua razza e si attacca sugli specchi dell’odio razziale verso i “boveri negri”.. Non entro in merito alla vicenda in quanto conosco solo l’articolo del Carlino… Ricordo però che in Congo, in Uganda e nel Sud Sudan gli spazi intorno alle capanne erano pulitissimi. Chi dice che i Neri africani siano sporchi dice una bugia. Quando possono stanno sempre a lavarsi… Intorno alle capanne non trovi cacche dei rari cani esistenti, né delle poche galline che razzolavano. Pulivano tutto, compresi i fili d’erba che venivano estirpati mediante una lancia con la punta a mezzaluna, adatta allo scopo, per evitare i serpenti, che invece si acquattano ove c’è l’erba. Se andiamo a voler fare un paragone, siamo noi che, oltre agli escrementi, lasciamo per la strada cicche, carte, scatole, e quant’altro. Però gli Africani imparano presto le nostre abitudini. In Sud Africa, trovi immondizia dappertutto per le strade del quartiere nero di Soweto, mentre nel centro commerciale di Johannesburg non trovi una cicca in terra.

  • antonioli.luciano@virgilio.it 17 aprile 2018

    Stanno bene nel deserto porci pdoti

  • amerigo.lori@alice.it 17 aprile 2018

    E’ talmente “piena” di impegni che non ha un minuto per raccogliere la “sua roba” nella pubblica via, e poi in Congo si usa così! Italiani, adeguatevi!!

  • Giuseppe Forconi 17 aprile 2018

    Non difendo ne incolpo il vicino di casa della parlamentare perche’ purtroppo la gente di origine come la signora parlamentare, e’ nelle loro usanze fregarsene del prossimo, quindi nel loro ineludibile dovere di far cagare il cane dove meglio si sente di farla, lasciando poi ad altri passarci sopra con le scarpe. Se poi consideriamo che e’ europarlamentare, allora puo’ farlo tranquillamente e guai a farglielo notare perche’ potrebbe offendersi essendo europarlamentare. Ma la europarlamentare non dovrebbe vivere vicino agli altri europarlamentari ( nullafacenti ) quindi cosa ci sta a fare a Modena ? Chiaro in Italia si vive meglio che in Africa o al freddo e umido di Bruxelles. Ora capisco del perche’, e’ innamorata della Boldrini , quindi due piu due fa quattro. Per favore tenetela lontano dall’Italia. Non fatela ricanditare, ne abbiamo abbastanza di loro.

  • abramo.deangelis@hotmail.it 17 aprile 2018

    Io la … del loro cane gliela impacchetterei e gliela spedirei per posta.

  • beninienrico@3163gcom.hot.it 16 aprile 2018

    Ho cani da sempre, passo più tempo con loro che con gli umani, ma chi non raccoglie le defezioni del proprio cane su strade e marciapiedi è sempre in torto. Se si ama un cane lo si protegge e non lo si fa certo lasciando la sua merda ovunque. Non c entra nulla il colore della pelle ma l inciviltà di persone che dovrebbero insegnarcela dato la loro posizione.