Kim annuncia l’atteso stop ai test nucleari: Trump gioisce, ma Tokyo non si fida

Non è ben chiaro se il nuovo corso intestato alla conciliazione inaugurato dal dittatore Kim Jong-un con l’annuncio, fresco fresco, dello stop ai test nucleari e missilistici, sia frutto di una illuminazione (tardiva) sulla via di Damasco, o se sia l’esito di una serrata battaglia diplomatica sostenuta da Donald Trump – in prima linea – e da Giappone e sud Corea saldamente al fianco del presidente Usa. Fatto sta che l’agognato stop è stato deciso e dichiarato e, (si spera), da questo momento in poi, dovrebbe essere anche osservato.

L’annuncio di Kim: stop a test nucleari e missilistici

Con grande sorpresa di tutti, dunque, il mondo accoglie il repentino ripensamento del leader nordcoreano Kim Jong-un che, a pochi giorni dal vertice con il presidente sudcoreano Moon Jae In, annuncia la disponibilità di Pyongyang a sospendere, con effetto immediato, test nucleari e missilistici e, addirittura, a chiudere il sito per i test nucleari. Una notizia battuta dall’agenzia Kcna, e rilanciata da siti e tv di tutto il mondo. I test non sono più necessari «dato che l’opera per dotare i missili balistici di testate nucleari è completata», ha affermato Kim che poi, serafico, ha anche parlato di «un nuovo clima di distensione» nella Penisola coreana dal suo annuncio, lo scorso gennaio, dei traguardi prefissati per lo sviluppo della forza nucleare nordcoreana. Non solo: la Corea del Nord, ha aggiunto e rilanciato Kim, è disponibile anche a partecipare agli sforzi internazionali per la cessazione dei test nucleari. Nessun accenno, però, da parte del leader nordcoreano alla rinuncia al programma nucleare che, anzi, ha definito «una potente e preziosa spada».

I dubbi di Tokyo, l’appoggio di Pechino

Tanto che, se Pechino ha assicurato alla Corea del Nord il suo sostegno «attraverso il dialogo e le consultazioni bilaterali» per risolvere «i loro timori e migliorare le relazioni» tra i due Paesi – come ha affermato in queste ore il portavoce del ministero degli esteri Lu Kang esprimendo il suo auspicio che «tutte le parti interessate vadano avanti nella stessa direzione, adottando azioni concrete per fare i dovuti sforzi per arrivare a una pace duratura e allo sviluppo duraturo della regione» – Tokyo invece continua a non fidarsi del tutto di Kim e del suo entourage militare. «Accogliamo favorevolmente l’annuncio della Corea del Nord come un passo in avanti, ma continueremo a valutare se tale passo potrà portare all’eliminazione, verificabile e irreversibile, degli arsenali nucleari e delle armi di distruzione di massa», ha dichiarato infatti il ministro della difesa giapponese Itsunori Onodera da Washington, dove si trova in visita. L’annuncio, infatti, viene giudicato dalle autorità nipponiche come «non soddisfacente» e, addirittura,  «insufficiente», perché Pyongyang non fa riferimento allo stop ai test di missili a medio raggio che comunque possono raggiungere Giappone e Corea del Sud.

La reazione soddisfatta di Donald Trump

A Washington, invece, quelli che arrivano da Pyongyang, vengono considerati come significativi segnali di distensione, definiti addirittura come «un’ottima notizia per la Corea del Nord e per il mondo». Dichiarazioni che la Casa Bianca attendeva da tempo e che, a poche ore dall’annuncio del leader nordcoreano Kim Jong-un della sospensione di test nucleari e missilistici da subito, il presidente Donald Trump ha elogiato ribadendo la sua disponibilità per il vertice con Kim Jong-un entro maggio. Si tratta di «un grande progresso», ha aggiunto Trump in un tweet, precisando di «non vedere l’ora» che arrivi il giorno del summit che ha rischiato di saltare, fin qui, già molte volte…