Il primo atto di Fico alla Camera: fa un regalo alla “compagna” Boldrini

Il primo atto del presidente della Camera Roberto Fico grida vendetta. Un regalo alla Boldrini e ai compagni di Liberi e Uguali. Fico dà il via libera alla nascita del gruppo di Liberi e Uguali in deroga (e in spregio) alla norma che chiede almeno 20 deputati per formarne uno. LeU nonostante conti 14 rappresentanti alla Camera,  ora avrà il suo gruppo che parteciperà così in maniera autonoma anche al secondo giro di consultazioni al Quirinale, che Sergio Mattarella dovrebbe avviare verso la fine della settimana. Presi a schiaffi alle elezioni del 4 marzo, ora lo schiaffone gli elettori lo ricevono dal neo presidente del M5S.

Boldrini, gruppo autonomo senza numeri

Morale della favola: a Montecitorio Leu sarà gruppo autonomo, anche se non ha i numeri per farlo. E pensare che gli italiani li avevano sonoramente bocciati, persino chi non ha votato più il Pd ha pensato di rivolgersi alla loro parte. Battaglie assurde come quelle della Boldrini sul lessico femminile, sullo ius soli, sull’accoglienza ai migranti , sull’antifascismo, avevano oltrepassato ogni limite di buonsenso politico. Gratificati a tal punto da presiedere le due Camere, non si sono accontentati e lei e Grasso hanno formato un partito che non è arrivato nemmeno al 3,5%. La loro destinazione sarebbe stata il Gruppo Misto. Invece è arrivato l’aiutino di Fico e  l’Ufficio di presidenza di Montecitorio ha, infatti, dato il via libera a Liberi e uguali di costituire un gruppo autonomo. In tal modo le loro assurde crociate potranno ancora incidere nel dibattito parlamentare ed esasperare tanti italiani che non possono più vederli neanche in cartolina.  Non solo. E’ bene ricordare che avere un gruppo autonomo significa anche ricevere soldi pubblici. Un doppio schiaffo.