Il coraggio di una commessa: insegue l’immigrato-ladro e lo prende a calci

lunedì 9 aprile 10:26 - DI Redazione

Commessa di un negozio di calzature a Modena insegue il ladro immigrato e lo prende a calci.  «E dire che di persone ce n’erano in via Emilia e avevano tutti capito cosa stesse succedendo. Eppure nessuno ha mosso un dito, nessuno mi ha dato una mano. Così quel ladro si è ripreso dalla mia reazione, ha capito che sarebbe finito nei guai, ha spinto, si è divincolato e mi è scappato». Come riporta la Gazzetta di Modena, decisa, energica e caparbia Lorenza ha agito d’istinto. Non ci ha pensato due volte, ha rincorso il bandito, lo ha trovato e gli ha sferrato qualche calcione, prendendone in cambio uno. Ma non si è arresa.

Commessa prende a calci l’immigrato, il racconto

«Era mattina, sul presto, quando è entrato quell’uomo di colore che ha chiesto di vedere qualche paio di scarpe. Mi sono messa subito in guardia, per esperienza sapevo di dover stare attenta, perché la tecnica è nota: specie se entrano in un gruppetto cercano di distrarre chi li serve nel negozio in modo che la cassa resti sguarnita e qualcuno di loro poi allunga le mani e ruba. Ero attenta ma è bastata una frazione di secondo, mi sono solo mezza girata e lui mi è andato dietro, è corso alla cassa e ha preso il mio smartphone. Ho visto la mossa con la coda dell’occhio». «Sono uscita – ha continuato Lorenza – e non ho visto nessuno in strada. Ho preso le chiavi, ho chiuso il negozio poi ho urlato: “Aiuto! Avete visto un uomo scappare, correre da qualche parte?”». Almeno in questa fase qualcuno ha aiutato Lorenza, si legge ancora sulla Gazzetta di Modena, indicando una cancellata, poco dopo la tabaccheria, che era aperta e che immette su un parcheggio. «Sono corsa lì e, chinato, nascosto dietro a un’auto c’era quel bandito che stava aprendo il mio cellulare. “Cosa fai, dammi il telefono, vai a lavorare invece di rubare”, gli ho gridato e, mentre era ancora giù gli ho sferrato alcuni calci. Lui me ne ha dato indietro uno, sul polpaccio. Ma ho continuato a gridargli contro, l’ho afferrato, l’ho come tirato su e lo tenevo stretto, portandolo verso via Emilia». «Qui c’era gente in strada che guardava – ha spiegato – e nessuno mi ha aiutato. Nel frattempo erano stati chiamati i carabinieri: bastava ancora poco e poi lo avrebbero arrestato. Ma lui sui è divincolato e poi è corso lungo viale Menotti. Io l’ho un po’ inseguito ma ormai non c’era nulla da fare». Lo smartphone? Missione compiuta, recuperato dalla stessa Lorenza.

Commenti

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  • fghajdk@csj.com 9 aprile 2018

    come ha osato la commessa disturbare la risorsa immigrata intenta a pagarci la pensione ?