Grosseto bipartisan, strade intitolate ad Almirante e Berlinguer. Ma l’Anpi dice no

Tre strade di Grosseto saranno intitolate ad Almirante, Berlinguer e alla Pacificazione nazionale. E scoppia il putiferio. L’Anpi, ignorando lo spirito di riconciliazione nazionale (ma anche il rispetto personale e poliico che legava i due leader si Msi e Pci), in vista delle celebrazioni del 25 aprile scende sul piede di guerra con la solita campagna di odio: «È una provocazione del sindaco. L’amministrazione di fatto legittima il neofascismo, il razzismo e la xenofobia. Talché è doveroso domandarci: la destra grossetana dove sta portando la città?». Immediata la replica del sindaco di centrodestra, Antonfrancesco Vivarelli Colonna: «Invece di considerare questo un gesto di equilibrio, di apertura e di equidistanza, di superamento del conflitto ideologico che oramai ha stancato tutti, Anpi ancora una volta dimostra quanto faccia parte della propria cultura l’intolleranza, il profondo senso di illiberalità e la pericolosa ignoranza riguardo tutto ciò che significa democrazia e pluralità. L’Anpi antepone la necessità di giustificare la propria esistenza piuttosto che tentare una strada di superamento dei conflitti, creando morti di serie A e morti di serie B. Io aborro ogni guerra e ogni violenza, da qualunque parte essa provenga».

Grosseto, via Amirante: la replica del sindaco all’Anpi

Vivarelli Colonna ci tiene a chiarire altri punti: «L’Anpi di sicuro non ha alcun interesse riguardo la pacificazione nazionale, giacché desidera soltanto continuare a macerarsi nell’odio, nel rancore. In altre parole, vuole tenere in vita una guerra conclusasi 70 anni fa, la cui lettura storica ha, peraltro, contribuito a scrivere». E finisce « per perdersi in elucubrazioni che odorano di ideologia tanto bigotta quanto ammuffita». Come sindaco, dice ancora Vivarelli Colonna, «ho dimostrato, in questi quasi due anni di mandato, di essere convintamente pluralista e democratico, attento e sensibile ad ogni opinione e inclinazione. Ad ogni voce. Ho parlato e partecipato alle celebrazioni per il 25 aprile, mi sono commosso, per due anni di fila, alla commemorazione di Maiano Lavacchio. Se il prossimo 25 aprile Anpi non inviterà il sindaco in piazza, non sarà certo per volontà del sindaco, che sarà tuttavia presente a tutte le celebrazioni ufficiali in calendario quel giorno. Anpi, in quel modo, offenderà la carica che ricopro e, ancora più grave, la città tutta. La polemica sterile che Anpi continua ad imbastire ci appassiona sempre meno, così come i deboli ragionamenti con cui continua ad argomentare le proprie azioni dimostrative. Noi vogliamo mettere un punto a questo argomento, chiudere i contrasti e dedicarci ai bisogni di questa città».