Gentiloni: «L’Italia non parteciperà ad operazioni militari contro la Siria»

L’Italia condanna fermamente l’uso di armi chimiche e le violazioni dei diritti umani nei confronti delle popolazioni civili da parte del regime di Damasco, ma non parteciperà ad alcuna azione militare venisse decisa contro il presidente siriano Assad. Il premier Paolo Gentiloni lo ha riferito a tutti i suoi interlocutori, tra cui la cancelliera tedesca Angela Merkel, nel corso di un’intensa giornata di contatti internazionali sull’escalation in corso nel Mediterraneo orientale tra Usa, Francia e Gran Bretagna da un lato e Russia, Siria e Iran dall’altro.

Telefonata tra il premier con la Merkel

Certo, resta da capire quanto sia vincolante per il suo successore l’impegno di un premier in uscita. Ma è di tutta evidenza che, prima di esporsi, Gentiloni sia sia consultato con i leader di tutte le forze politiche (sicuramente con quelli delle più rappresentative) tenendosi ad ogni buon conto in stretto contatto con Mattarella, cui l’articolo 87 della Costituzione affida anche il ruolo di presidente del Consiglio supremo di difesa. Tuttavia,  spiegano fonti di Palazzo Chigi, in base agli accordi internazionali e bilaterali vigenti, l’Italia continuerà a fornire supporto logistico alle attività delle forze alleate, contribuendo a garantirne la sicurezza e la protezione.

Gentiloni: «Agli alleati non mancherà il nostro supporto logistico»

Nel corso dei suoi colloqui con i ministri degli Esteri e della Difesa e con i consiglieri diplomatico e militare di Palazzo Chigi, il premier Gentiloni ha anche sottolineato il fatto che una soluzione stabile e duratura per la Siria potrà venire lavorando per la pace e dando spazio alle Nazioni Unite, a Staffan de Mistura e ai tavoli negoziali perché non si perda la speranza di una soluzione incruenta e soddisfacente per tutte le parti in lizza.