Firenze, baby gang di albanesi massacra un ragazzo per un cellulare

I carabinieri della compagnia di Firenze Oltrarno hanno sottoposto a fermo una baby gang composta da quattro minorenni albanesi, tutti di 17enni, che pochi giorni fa hanno aggredito selvaggiamente in via del Leone, nel centro di Firenze, uno studente grossetano per sottrargli il cellulare, provocandogli la frattura dell’orbita oculare, giudicata guaribile in 40 giorni salvo complicazioni. Nel pomeriggio di domenica scorsa, nei pressi di piazza Tasso, uno studente 21enne di Grosseto era stato notato, mentre stava camminando intento a parlare al telefono cellulare, dai quattro ragazzi albanesi, giunti in Italia nell 2017 e ospiti dal 2017 in una struttura di accoglienza per minori non accompagnati di Calenzano (Firenze). I 17enni, appena sicuri di non essere visti da altre persone, si sono avventati sul malcapitato, aggredendolo alle spalle e sferrandogli una violenta serie di calci e pugni al punto da ridurlo inerte disteso a terra per poi sottrargli il cellulare. I quattro si sono poi allontanati di corsa e, percorrendo una serie di stradine, sono giunti all’altezza del ponte Vespucci, proseguendo la fuga sul lungarno Santa Rosa. Alla vittima, soccorsa e trasportata all’ospedale di Santa Maria Nuova, dopo i primi accertamenti sono state riscontrate tumefazioni diffuse e, soprattutto, la frattura della base orbitale dell’occhio destro, danno che lo pone in serio pericolo relativamente alla futura capacità di utilizzare in pieno la vista. I carabinieri della compagnia di Firenze Oltrarno si sono attivati immediatamente per le indagini e, attraverso le dichiarazioni di testimoni e l’acquisizione di immagini estrapolate dai diversi impianti di videosorveglianza presenti sia in via del Leone che nelle altre strade utilizzate per la fuga dai rapinatori, sono riusciti a ricostruire compiutamente i fatti. L’analisi dei filmati effettuata dai carabinieri della stazione di Palazzo Pitti ha permesso di dare una svolta determinante alle indagini, consentendo di recuperare alcuni fotogrammi che immortalavano i quattro rapinatori in fuga e, soprattutto, il loro abbigliamento e le loro sembianze. Le indagini sono proseguite in maniera serrata fino all’epilogo di ieri sera: infatti, ad appena quattro giorni dalla rapina, presso uno dei saloni finito sotto la lente degli investigatori, in via Guelfa a Firenze, è stato rintracciato uno dei rapinatori. Fermato e condotto presso il comando compagnia di Oltrarno, il 17enne ha ammesso subito le sue responsabilità. L’acquisizione di informazioni mirate e i dati tecnici forniti dai tabulati telefonici, appena un paio d’ore più tardi, hanno permesso di rintracciare e fermare presso un centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati di Calenzano anche gli altri tre rapinatori, incastrati anche dal rinvenimento all’interno dei loro armadi degli abiti indossati il giorno dell’aggressione. Tutti e quattro sono 17enni e due di essi già gravati da precedenti di polizia per reati contro il patrimonio. I dati tecnici emersi in tarda notte, successivamente agli arresti, hanno permesso di chiudere definitivamente il cerchio con il recupero dello smartphone violentemente sottratto alla vittima. Il cellulare, che la stessa sera della rapina, attraverso un doppio passaggio era stato ceduto per 40 euro, era finito nelle mani di un incauto acquirente di nazionalità marocchina, che è stato denunciato a piede libero per il reato di incauto acquisto.