Facebook, 87 milioni i profili violati. Oltre centomila gli utenti italiani coinvolti

A due settimane dal clamore suscitato dal caso Cambridge Analytica (la società inglese che ha utilizzato i dati sulla privacy degli utenti Fb per inviare messaggi di propaganda nella campagna Usa pro Trump) Mark Zuckerberg rende noti i numeri dello scandalo.

Facebook ammette che sono 87 milioni (e non 50 milioni) gli utenti dei social media coinvolti, i cui dati sono stati “condivisi in modo improprio con Camdridge Analytica“. In precedenza si era stimato che fossero oltre 30 milioni i profili acquisiti dalla società di consulenze elettorali fondata nel 2013 con l’aiuto di Steve Bannon ed i fondi della famiglia Mecer, miliardari Usa grandi finanziatori dei conservatori americani. 214mila gli italiani coinvolti. «È stato un mio errore», ha ribadito Mark Zuckerberg ai giornalisti, annunciando un deciso taglio dei dati a disposizione degli sviluppatori di prodotti digitali collegati a Facebook (e anche a Instagram). Non si potrà più, inoltre, cercare profili altrui usando email e numeri di telefono.

 

Il fondatore e ceo di Facebook Mark Zuckerberg testimonierà l’11 aprile di fronte alla Commissione energia e commercio della Camera dei rappresentanti Usa “per spiegare il ruolo della sua società” nelle violazioni delle norme sulla tutela della privacy da parte di Cambridge Analytica. “L’audizione sarà una opportunità importante per gettare luce su questioni cruciali relative alla privacy dei dati dei consumatori e per fare in modo che gli americani comprendano meglio cosa accade alle loro informazioni personali quando sono online”, si legge in un comunicato della commissione.

Intanto Facebook rende più chiare le condizioni d’uso e la normativa sui dati e assicura che non venderà mai “le informazioni delle persone a nessuno”. In un post, i due manager Erin Egan, vicepresidente e responsabile dell’Ufficio Privacy e Policy, e Ashlie Beringer, vicepresidente e Consigliere Generale aggiunto, sottolineano che “è importante mostrare alle persone in modo chiaro come funzionano i nostri prodotti, in modo che possano prendere decisioni consapevoli in merito alla loro privacy” annunciando che per questo Facebook vuole “aggiornare le condizioni d’uso, che comprendono il nostro impegno verso tutti coloro” che utilizzano il social network.