Ecco come l’Isis può rubare una foto e arruolarti come terrorista. L’incubo di un italiano

L’ultima frontiera dell’Isis sono i social: sarà anche un segnale di debolezza, ma intanto l’organizzazione terroristica islamica dimostra di non farsi scrupolo di nulla, neanche di trasformare persone perbene in propri affiliati “virtuali”, rubando una normalissima fotografia postata su Facebook o su altri canali sociali. Lo dimostra l’incredibile vicenda di un ragazzo sardo, di Nuoro – raccontata dal quotidiano La Stampa – finito nel mirino dell’Fbi per un’immagine scattata nel cuore di New York con tanto di passamontagna nero e il marchio dell’Isis.

Quella foto, però, in origine vera, scattata per motivi turistici dal ragazzo, col volto coperto per la giornata invernale testimoniata dalla neve intorno a lui, era stata “ritoccata” dai fanatici dell’Isis e inserita in un video di propaganda. «Per scoprirlo, l’Fbi ha lavorato tre mesi e alla fine tutto si è chiarito: il giovane che aveva postato quella foto – racconta il quotidiano di Torino – è un ragazzo della provincia di Nuoro che era a New York con un amico. Lui ovviamente non si era reso conto di aver subito lo strano furto, né di essere diventato involontario testimonial dell’Isis. Per sfruttare il suo selfie, chi si occupa della propaganda del terrore, ha fatto qualche modifica grafica: ha nascosto il volto del giovane e ha fatto comparire il logo dello stato islamico sul suo cappellino di lana. Il ritocco non sembrava perfetto ma l’immagine circolata sui social network è bastata a far salire il livello di allarme negli Usa».

Una traccia, minima, un biglietto della metro acquistata dal ragazzo con la sua carta di credito, prima di scattare il selfie, ha consentito al giovane sardo di difendersi e chiarire tutto «Ma per accertarlo è stato necessario cercarlo in Sardegna, interrogarlo e controllare la sua casa e il suo computer….».