Dubbi sulle armi chimiche: ora molti chiedono un’inchiesta indipendente

Finalmente, nonostante il martellamento dei media internazionali, arrivano dei dubbi da più parti sul pfreteso attacco chimico di Douma. “Siria: una nuova gravissima accusa al governo di Assad di aver usato armi chimiche. Ancora una volta nessuna prova concreta. La paura è che qualcuno cerchi un pretesto per scatenare una nuova guerra, che farebbe casualmente molto comodo a chi è uscito recentemente sconfitto dallo scacchiere mediorientale. Fratelli d’Italia non è disposta ad assecondare operazioni spregiudicate di questo tipo”. Lo scrive Giorgia Meloni, leader Fdi, su Facebook. Intanto il governo siriano ha chiesto all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche di inviare un team investigativo per indagare su un presunto attacco chimico sulla città di Douma, nel sobborgo della Ghouta orientale a est di Damasco. Lo riporta l’agenzia di stampa Sana citando una fonte del ministero degli Esteri. ”La Siria collabora con l’Opac per scoprire la verità a proposito delle accuse formulate da alcuni attori occidentali per giustificare le loro intenzioni aggressive”, ha aggiunto la fonte. Lo dice anche il Palazzo di Vetro, che spetta al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite stabilire le responsabilità degli attacchi chimici in Siria. Ne è convinto il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, come ha spiegato il suo portavoce Stephane Dujarric. ”La comunità internazionale sta aspettando che vengano individuati i responsabili dell’uso di armi chimiche”, ha detto. L’Organizzazione per la Proibizione delle armi chimiche è ”uno strumento” che può stabilire se si è verificato un attacco chimico. “Vanno chiariti i fatti – ha detto Dujarric – Devono essere stabilite le responsabilità”. Anche la Russia si appresta a proporre una bozza di risoluzione al Consiglio di Sicurezza dell’Onu per sollecitare un’inchiesta dell’Opcw, l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, sull’attacco compiuto a Douma contro civili siriani. Lo afferma l’agenzia Tass citando il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, secondo cui la polizia militare russa garantirebbe la sicurezza del trasferimento degli ispettori Opcw a Douma. E si apprende che ispettori dell’Organizzazione per il divieto di armi chimiche (Opcw) si recheranno “presto” a Douma, in Siria, per verificare le notizie di un sospetto attacco chimico il 7 aprile. Lo ha confermato oggi l’organismo internazionale. L’Opcw sta analizzando le informazioni giunte fin dalle prime denunce dell’attacco chimico, rende noto l’organismo, aggiungendo che i suoi ispettori si recheranno “presto” sul posto in Siria.