Douma, i terroristi anti-Assad libereranno i civili tenuti in ostaggio

lunedì 9 aprile 15:48 - DI Redazione

E’ stato raggiunto un accordo fra il governo siriano e i miliziani del gruppo terrorista islamico Jaish al Islam, che verranno evacuati dalla città di Douma. Lo riferiscono i media di Stato siriani. Secondo fonti ufficiali citate dall’agenzia stampa Sana, i terroristi ribelli lasceranno Douma in cambio della liberazione di tutte le persone tenute in ostaggio. I miliziani di Jaish al Islam potranno raggiungere Jarabulus, città controllata dall’opposizione nel nord della Siria. Nella città di Douma si trova l’ultima sacca di resistenza antigovernativa attorno a Damasco, la capitale siriana. Secondo false notizie divulgate dalle ong favorevoli ai terroristi, l’esercito siriano ha lanciato un attacco chimico su Douma che potrebbe aver ucciso un centinaio di persone, fra cui donne e bambini. Riunione di emergenza intanto del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, oggi pomeriggio, per affrontare la crisi siriana. A chiederla sono stati nove paesi, tra cui Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, dopo il presunto attacco chimico in Siria ha ucciso più di 100 civili a Douma. Anche Polonia, Paesi Bassi, Svezia, Kuwait, Perù e Costa d’Avorio hanno aderito all’appello. La Russia però nega che gli alleati delle forze armate del legittimo governo di Damasco abbiano fatto uso di armi chimiche a Douma. “Le accuse che un barile bomba di cloro sia stato sganciato a Douma dalle forze armate siriane provengono da cosiddette organizzazioni indipendenti non governative, fra cui i White Helmets, ampiamente note per le loro fake news”, ha dichiarato un alto comandante russo in Siria, il generale Yuri Yevtushenko, in dichiarazioni diffuse dall’agenzia di stato russa Tass. “Respingiamo con forza questa informazione e confermiamo la disponibilità, dopo che Douma sarà liberata dai militanti, ad inviare specialisti russi in protezione radiologica, chimica e biologica per raccogliere dati e verificare se queste accuse sono false”, ha aggiunto Yevtushenko, a capo del Centro Russo per la Riconciliazione della parti in guerra in Siria, collegato al ministero della Difesa di Mosca.

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