Di Maio al Colle: «Governo con Pd o Lega». E Di Battista padre insulta Berlusconi…

I segnali che sul web arrivano dal mondo dei grillini, compreso gli ex missini come Vittorio Di Battista, padre di Alessandro, non sono esattamente concilianti: «Luigi, pulisci il divano dove si è seduto il nano!», è l’invito rivolto via Fb dal padre dell’ex deputato 5 Stelle al leader M5S Luigi Di Maio, che è salito al Colle per le consultazioni del Presidente della Repubblica. I veti su Berlusconi e su Forza Italia, però, non solo iniziative sporadiche dei militanti o dei padri di cotanti figli, ma hanno anche un carattere politico, anche se il candidato premier del M5S, appena esce dal salottino del Quirinale per le consultazioni con il presidente Mattarella, precisa: «Abbiamo interloquito con tutti. Non abbiamo posto veti a nessuno, abbiamo discusso di temi e ci siamo fatti un’idea di quali potessero essere gli interlocutori per un governo del cambiamento». Ma poi spiega: «Dal voto è chiaro che sono emersi almeno tre messaggi: al governo deve andarci chi è legittimato dal popolo. Sono stati bocciati i governissimi, i governi tecnici e i governi di scopo. Il secondo punto è che si deve governare per cambiare e non per continuare a sopravvivere. E il terzo punto è che vanno messe al centro soluzioni e non giochi di palazzo».

Al centro della proposta di Di Maio, però, ci sono solo due ipotesi, che escludono Forza Italia: «Noi non proponiamo un’alleanza di governo ma un contratto di governo per il cambiamento dell’Italia. E’ un contratto sul modello tedesco e che noi proporremo perchè vogliamo che le forze politiche si impegnino di fronte agli italiani sui punti da realizzare». Per Luigi Di Maio, “il vantaggio che abbiamo di essere un movimento nè di destra nè di sinistra è quello di poter interloquire con coloro che vogliono fare le cose e vogliono migliorare la qualità della vita degli italiani” . «Un contratto sul modello tedesco ci permette di individuare, sottoscrivendolo, non solo i temi ma anche i tempi e le procedure. Dopo il lavoro di interlocuzione con tutti i gruppi crediamo che un contratto per assicurare un governo il M5s lo può sottoscrivere o con la Lega o con il Pd, questi sono i nostri due interlocutori e sono alternativi, ci tengo a precisarlo», sottolinea, annunciando un prossimo incontro con Salvini e Martina. Si gioca su due tavoli, entrambi traballanti. Ma al momento i numeri sono utopie e Mattarella ne è consapevole, visto che conclude la giornata con l’ammissione che non ci sono le condizioni “per formare un governo”.