Dell’Utri è cardiopatico e ha il tumore. Ma i giudici confermano: «Resta in galera»

Ha 77 anni, è cardiopatico, diabetico e affetto da tumore alla prostata, ma per i giudici del Tribunale di Sorveglianza di Roma deve rimanere in carcere. Per loro, infatti, «le attuali condizioni di detenzione non ledono i diritti umani» di Marcello Dell’Utri: con questa motivazione, dunque, hanno rigettato per l’ennesima volta l’istanza presentata giovedì scorso dai legali dell’ex senatore.

Dell’Utri, che è stato condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, dal 14 febbraio è ricoverato per le cure necessarie al Campus Biomedico di Roma, dove si trova piantonato 24 ore su 24 da due agenti. Quando, secondo le previsioni, il 18 aprile finirà il ciclo di radioterapia cui è sottoposto, dovrà dunque tornare in carcere a Rebibbia. Anche lo scorso 6 febbraio i giudici del Tribunale di Sorveglianza avevano negato la scarcerazione per motivi di salute.

Nell’istanza, presentata giovedì dagli avvocati Simona Filippi e Alessandro De Federicis, si chiedeva al Tribunale di verificare se le condizioni in cui si trova detenuto l’ex senatore di Forza Italia siano compatibili con i diritti umani, che devono essere universalmente garantiti. Inoltre, sostengono gli avvocati, il trattamento cui è sottoposto Dell’Utri starebbe aggravando le sue condizioni fisiche e psichiche. All’istanza era allegata una lettera dello stesso Dell’Utri, in cui l’ex senatore sosteneva che «le attuali condizioni di restrizione stanno determinando un evidente degrado delle mie condizioni fisiche e psichiche». Secondo quanto riferito dai legali, l’ex senatore si trova in una stanza della struttura medica alle porte della Capitale «in cui non è possibile neanche aprire la finestra e dorme con una luce sempre accesa puntata in faccia».