Dal Pd solo uomini al Quirinale. Ormai il femminismo è diventato di destra…

Sfila al Quirinale la delegazione del Pd: Andrea Marcucci, Graziano Delrio, rispettivamente presidente del gruppo parlamentare al Senato e alla Camera dei Deputati, Maurizio Martina, Matteo Orfini. Tutti maschi. E tutti con facce rabbuiate. Poi arriva Silvio Berlusconi, con Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini. Finalmente due donne… E ieri da Mattarella era salita Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.

I social impietosi fanno notare lo “squilibrio di genere”, tutto a svantaggio di una sinistra che per decenni ha “usurpato” il ruolo di paladina delle donne e poi non è in grado di valorizzarne nessuna. Sembrano ormai lontanissimi i tempi in cui Laura Boldrini pontificava sulla condizione femminile e anche quelli, precedenti, in cui si ironizzava sulla corte in rosa di Arcore. Oggi è tutto ribaltato: il protagonismo a destra è reale, visibile, incancellabile. Un dato che pesa come un macigno sulle retoriche tardofemministe e che sta lì a dimostrare che quando si tratta di mettere in campo figure politiche di spessore a destra i nomi femminili non mancano di certo, a sinistra latitano. Una lezione per tutti coloro che sul tema improvvisano slogan e rivendicazioni varie, ma poi non li traducono in fatti concreti. Forse proprio per rimediare a questa evaporazione delle donne a sinistra, Debora Serracchiani ha anticipato la sua possibile intenzione di candidarsi alle primarie. Ma siamo sempre nell’ambito degli annunci. E su Globalist la polemica si fa rovente: “Mentre elaborate il lutto, voi uomini del Pd vergognatevi per questa vostra presenza ingombrante, e voi donne del Pd meditate di prendervi il partito. Fate una cosa di sinistra, diventate un pizzico femministe, almeno quanto lo sono diventate quelle di destra”.