Dal Colle l’altolà di Berlusconi al M5S: «No a invidia, odio e pauperismo» (video)

giovedì 5 aprile 12:26 - DI Federica Parbuoni

«Il governo deve partire dalla coalizione di centrodestra». All’uscita dalle consultazioni con Sergio Mattarella, Silvio Berlusconi, leggendo degli appunti, ha illustrato la posizione presentata da Forza Italia al Capo dello Stato. E, accompagnato dalle capogruppo di Senato e Camera, Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini, ha ribadito che nessuno può pensare a una squadra per Palazzo Chigi che prescinda dalla «coalizione che ha vinto le elezioni» e «dal leader della forza politica più votata, la Lega». Certo, ha ammesso il leader azzurro, «per avere la maggioranza servono accordi chiari con altri soggetti politici», ma bisogna che si facciano sui programmi, con alcuni paletti precisi anche dal punto di vista dei valori e della visione politica.

Dunque, no a un governo «dove prevalgono invidia, odio sociale, pauperismo e giustizialismo», ha sottolineato il leader azzurro, con una frase suonata come una chiusura netta al M5S. Sì, invece a una intesa su «cose concrete e fattibili, credibili a livello europeo», purché le «soluzioni condivise» siano «di alto profilo». Berlusconi ha elencato alcune priorità d’intervento: «Il tema del lavoro, il divario tra nord e sud, il tema dell’oppressione fiscale, dell’oppressione burocratica, dell’oppressione giudiziaria, il tema della riduzione della spesa pubblica e degli sprechi, il tema della sicurezza e della presenza di tanti, troppi immigrati clandestini nel nostro territorio». Tutte «urgenze che richiedono un programma coerente e un governo in grado di lavorare per un arco di tempo adeguato».

«L’Europa non ci perdonerebbe populismi, dilettantismi, improvvisazione», ha proseguito il Cav, aggiungendo però che «in Europa è necessario tutelare gli interessi italiani meglio di quanto è stato fatto fino ad ora. Ma non ci verrebbero perdonati populismi, dilettantismi e improvvisazione». «Su questo e non sulle poltrone siamo disposti a dialogare per trovare una maggioranza capace di far uscire il Paese dalla crisi», ha rimarcato ancora Berlusconi, che subito dopo il Colle è tornato a Palazzo Grazioli.

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Commenti

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  • alongtime@libero.it 5 aprile 2018

    A causa di questo signore,che a 80 anni non vuole andare in pensione,l’Italia ha perso 24 anni e rischia di perderne altri.
    Eppure non ha bisogno di lavorare.
    Ha governato e ha fallito su tutto.
    Per le sue vanita’ costringe milioni di persone a una vita miserrima.