Dal 2019 in pensione a 67 anni. E per il 2021 un’altra “sorpresina”

venerdì 6 aprile 19:26 - DI Redazione

Tito Boeri è inesorabile: dal prossimo anno si andrà in pensione di vecchiaia a 67 anni; mentre per l’anziantià bisognerà incrementare di 0,4 unità i valori attuali. Il nuovo metodo di calcolo è contenuto nella circolare dell’Inps, che rende operativo il decreto direttoriale del Mef e del ministero del Lavoro, pubblicato in Gazzetta ufficiale a dicembre del 2017. Dal primo gennaio 2019 al 31 dicembre 2020 per accedere alla pensione di vecchiaia sarà quindi necessario aver compiuto 67 anni.

Per la pensione di anzianità saranno invece necessario 43 anni e tre mesi per gli uomini e 42 anni e tre mesi per le donne. Per la pensione anticipata per i lavoratori precoci saranno invece sufficienti 41 anni e cinque mesi.

E non finisce qua perché per il 2021 è previsto un ulteriore inasprimento, dal momento che i requisiti dovranno essere adeguati alla speranza di vita ma non potranno in ogni caso superare i tre mesi. La variazione della speranza di vita relativa al biennio 2021-2022, si legge nella circolare, ”è computata in misura pari alla differenza tra la media dei valori registrati nel biennio 2017-2018 e il valore registrato nell’anno 2016”. A decorrere dal 2023, la variazione della speranza di vita relativa al biennio di riferimento sarà ”computata in misura pari alla differenza tra la media dei valori registrati nei singoli anni del biennio medesimo e la media dei valori registrati nei singoli anni del biennio immediatamente precedente”. A titolo esemplificativo l’inps illustra il seguente caso: ”per il biennio 2023-2024 la variazione della speranza di vita è computata in misura pari alla differenza tra la media dei valori registrati nel biennio 2019-2020 e la media dei valori registrati nel biennio 2017-2018”.

Commenti

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  • v.g.1957@Virgilio.it 7 aprile 2018

    Siamo nelle mani di animali senza cervello e senza cuore , concetto valido da applicare ai poveri cittadini , concetto evidentemente che non verrà applicato ai politici, ma la colpa è solo nostra perché siamo stati noi cittadini a dargli questo potere.

  • flauti.vincenzo@tiscali.it 7 aprile 2018

    Secondo me partendo da una eta” non troppo bassa bisogna permettere ai lavoratori di andare via quando vogliono basta restituire mensilmente loro quello che hanno versato