Consultazioni, secondo giro al Quirinale. Mattarella pensa a un esploratore

Il secondo giro di consultazioni al Quirinale non sarà solo interlocutorio. Secondo indiscrezioni infatti il presidente Mattarella non sarebbe disposto a perdere altro tempo e pretende risposte chiare dai partiti. Dunque o darà l’incarico per costringere Di Maio, il Pd e il centrodestra a fare i conti con i numeri in Parlamento oppure le strade che ha dinanzi per concedere altro tempo sono, secondo il quirinalista del Corriere Marzio Breda, sono due: “Lo strumentario a sua disposizione – scrive Marzio Breda – contempla due possibilità: 1) inventare una parentesi simile alla «commissione di saggi per le riforme» usata nel 2013 da Napolitano per guadagnare un paio di settimane, dopo il forfait di Bersani; 2) affidare un mandato esplorativo, e qui si apre un nodo complicato. Questo mandato fiduciario, infatti, usualmente si dà ai presidenti di Senato o Camera, ed è scontato che né Fico né la Casellati hanno già maturato l’esperienza per assolverlo. C’è però un’eccezione, nella storia repubblicana. È il caso di Antonio Maccanico (già ministro per le Riforme con un lungo curriculum da servitore dello Stato) che, nel febbraio 1996, dopo le dimissioni del governo Dini, ebbe da Scalfaro un incarico del genere, per formare un esecutivo di larghe intese con l’obiettivo di varare una riforma istituzionale”.