Come in un film: ucciso di botte durante una festa al ristorante. Ma è tutto vero

Ucciso di botte durante una festa in un ristorante. Pestato a sangue anche quando è ormai inerme sul terreno, privo di conoscenza e del tutto incapace di reagire e difendersi. Potrebbe essere la sequenza di un film. L’incipit, o addirittura il finale drammaticamente spettacolare di un thriller: e invece è tutto tragicamente vero. È successo a Benevento: la scena del crimine è un ristorante dove, durante una festa di compleanno organizzata da un noto pregiudicato locale, un uomo ha freddato un giovane del posto a sangue freddo.  Il resto della sceneggiatura pulp di questo crimine reale è quanto ricostruito dalle indagini sulla base dei pochi fotogrammi delle telecamere di video-sorveglianza, poche, e delle testimonianze – ancora più scarne – strappate, in un clima di impenetrabile omertà e ostentata reticenza, agli invitati divenuti nel giro di pochi,m concitati istanti, i testimoni oculari di un delitto.

Benevento, ucciso di botte durante una festa al ristorante

Partiamo dalla fine, allora, dall’arresto eseguito dalla Polizia di Stato di Benevento sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa nei confronti di un giovane beneventano, ritenuto responsabile di omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi, avvenuto lo scorso 26 luglio in un ristorante del capoluogo sannita, durante una festa di compleanno, come anticipato organizzata da un noto pregiudicato locale. E come accennato, le indagini sono risultate particolarmente complesse a causa della copertura solo parziale dell’area video-sorvegliata e, soprattutto, a causa del clima di omertà e reticenza creatosi tra gli invitati della festa, i quali, per la gran parte, hanno riferito solo circostanze generiche e contraddittorie. Quello che è stato accertato, però, sulla base della ricostruzione effettuata dagli agenti della Squadra Mobile e della Polizia scientifica, attraverso i fotogrammi del sistema di videoregistrazione del locale, è che la vittima, al termine di un alterco avvenuto sulla terrazza inferiore del ristorante, con alcuni partecipanti alla festa, era fuggita, correndo a forte velocità, verso il parcheggio del ristorante, per sfuggire al suo aggressore che lo inseguiva a breve distanza e, dopo aver percorso diversi metri, è scivolata in un declivio nelle vicinanze del ristorante.

Le indagini complicate da silenzi e omertà: un arresto

L’indagato, quindi, dopo essere caduto a sua volta sulla ghiaia del parcheggio, si è rialzato, ha raggiunto la vittima che giaceva inerme a terra, iniziando a colpirla con forti pugni alla testa e sul corpo e, successivamente anche con un calcio al torace, mentre due degli invitati cercavano, in tempi diversi, di trattenerlo e di  allontanarlo dalla vittima, ormai in fin di vita. Altre quattro persone, allora, risulterebbero indagate per favoreggiamento personale, poiché avrebbero aiutato l’arrestato ad eludere le indagini nei suoi confronti, negando palesemente il vero. Proprio come nel più crudo e disarmante dei copioni polizieschi…