Cnel nella bufera: dopo le “nomine facili”, non paga neanche i contributi

Il Cnel resta nella bufera. L’organo di rilievo costituzionale scampato miracolosamente all’eliminazione prevista dal referendum costituzionale bocciato il 4 dicembre 2016, dopo il sollievo iniziale, è tornato nel mirino. A parte alcuni parlamentari che nella legislatura trascorsa hanno comunque riproposto la sua soppressione, ora il tema-Cnel si è riaffacciato a seguito della designazione da parte del governo morente di 48 consiglieri. La decisione dell’esecutivo dimissionario ha rinfocolato le polemiche proprio mentre i consiglieri (in carica fino all’arrivo dei nuovi) avevano approntato un progetto di riforma dell’organismo. Ora, però, scoppia una nuova polemica, del tutto interna, che investe il presidente Tiziano Treu (a suo tempo sostenitore della riforma costituzionale Boschi-Renzi): i due vice presidenti, Delio Napoleone e Gian Paolo Gualaccini, gli hanno contestato in una lettera di non difendere l’istituzione dagli attacchi esterni, di assumere decisioni in solitudine, mentre non verrebbero affrontati irregolarità serie come il denunciato mancato pagamento dei contributi. Dalla presidenza assicurano che una risposta alla missiva arriverà tra oggi e domani. In sostanza, si dissociano dalla sua gestione. Secondo quanto si è appreso, Treu, manifestando stupore e perplessità per le modalità in cui è stata resa nota la lettera all’esterno, intenderebbe attenersi ad una risposta formale. Da un lato, si definiranno del tutto “infondati” i casi a cui si fa riferimento, mentre, dall’altro, l’accusa verrebbe ribaltata contro chi denuncia la situazione, dato che lui è stato nominato presidente solo il 16 maggio 2017. Le irregolarità e i problemi, insomma, sarebbero stati di competenza di chi ora punta il dito, visto che hanno un’anzianità-Cnel ben più marcata. Nella lettera Napoleone e Gualaccini (ma è stata appoggiata anche da altri consiglieri) segnalano la denuncia di un sindacalista interno sul mancato pagamento di alcuni contributi Inps al personale, interno e anche esterno; si cita anche un contratto per l’informatica con la Corte dei conti rinnovato apparentemente “senza titolo dall’ex Segretario generale”. Vi sarebbe poi un contratto di collaborazione a titolo gratuito ma non deliberato, come prescritto, dall’Ufficio di presidenza, così come all’Ufficio di presidenza sarebbe spettata la designazione di un componente del Consiglio superiore della pubblica istruzione. Altre contestazioni riguardano la ridistribuzione dei premi di risultato “non assegnati ai dirigenti che negli anni hanno lasciato il Cnel” mentre negli anni dal 2012 al 2015 i premi sarebbero stati ridistribuiti “ai dirigenti rimasti in forza al Cnel, contravvenendo alle limitazioni imposte dalla legge 30 luglio 2010 n. 122, recanti misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica. Si cita infine un documento sul mercato del lavoro presentato nel dicembre 2017 che non era stato esaminato dalla commissione speciale per l’informazione e i firmatari si augurano che l’evento “non sia stato a carico del Cnel e dell’erario”, in quanto da considerarsi “attività privata”. Insomma, un mix di denunce e rimostranze rispetto a procedure o decisioni che lasciano presagire una navigazione non proprio tranquilla per le prossime settimane. Ne passeranno diverse, comunque, prima che si insedi la nuova assemblea: dopo la designazione del Cdm del 21 marzo, sono attesi la decisione della Corte dei conti per il visto, la registrazione e nulla osta, il decreto del Presidente della Repubblica la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Solo allora inizierà formalmente la nuova consiliatura. In conclusione, però, a Treu i vice presidenti – che chiedono “una risposta formale” prima dell’insediamento del nuovo Cnel – contestano una “attitudine a decidere da solo”, ignorando leggi e regolamenti sul Cnel che “invece prevedono i pareri di ufficio di presidenza, delle commissioni istruttorie, e dell’assemblea. Il Cnel non è un’istituzione presidenziale ma assembleare, esattamente come la Camera dei deputati e il Senato” come recita l’art.2 del Regolamento organi: “L’Assemblea è l’organo che esprime la volontà del Consiglio”.