Chat bollenti con foto porno di minori: nei guai un giudice di Messina

La procura di Messina ha chiesto il rinvio a giudizio del giudice Gaetano Maria Amato accusato di produzione e diffusione di materiale pedopornografico e violenza sessuale su minore. Il magistrato si trova agli arresti domiciliari in un centro di recupero. Secondo i pm avrebbe ripreso col cellulare due ragazzine minori di 16 anni e avrebbe diffuso le immagini in rete. Amato avrebbe anche scaricato da internet materiale pornografico con foto di adolescenti destinato alla diffusione. Il giudice partecipava a chat con altri soggetti interessati allo scambio di foto hard di ragazzine. Ad Amato si contesta anche l’avere palpeggiato una delle adolescenti riprese.

Giudice a giudizio per pedofilia, l’indagine

Dopo l’arresto, il magistrato messinese, che era in servizio a Reggio Calabria, è stato sospeso dalle funzioni e dallo stipendio ed è sottoposto a un procedimento disciplinare che potrebbe determinarne la radiazione. L’inchiesta, coordinata dal procuratore di Messina Maurizio De Lucia, dall’aggiunto Giovannea Scaminaci e dal pm Roberto Conte, prende il via da un’indagine su una rete di pedofili partita da Trento.  Nel febbraio 2016 era stato arrestato un 38enne altoatesino trovato in possesso di 4 Terabyte di materiale digitale (foto/video) contenente esibizioni pornografiche di minorenni.  Le dichiarazioni rese dall’arrestato, che affermava essere materiale scaricato dalla navigazione internet, e quindi ceduto da soggetti dei quali non era in grado di indicare generalità od ulteriori elementi utili alla loro identificazione, avevano insospettito gli investigatori informatici della polizia delle Comunicazioni.