Camera, si rafforza l’asse M5S-Lega sul nome di Giorgetti. L’ira del Pd

Alla Camera via libera all’istituzione della commissione speciale che dovrà trattare il Def e i decreti legislativi lasciati in eredità dal governo Gentiloni. Sarà composta da 40 deputati (14 M5s, 8 Lega, 7 Pd, 7 Fi, 2 Fdi, 1 Misto, 1 Leu) e oggi dovrà essere eletto il presidente: ieri si è rafforzato l’asse M5S-Lega con l’accordo sul nome di Giancarlo Giorgetti. Dovrebbe assumere proprio lui la guida della commissione. Lo schema ricalca quello del Senato, dove il grillino Vito Crimi è stato eletto presidente grazie ai voti del centrodestra. Il Pd, tenuto fuori dagli accordi, ha denunciato un «patto spartitorio tra i due schieramenti». «Per la presidenza della Commissione speciale è chiaro che c’è un a cui noi non partecipiamo», ha commentato il capogruppo dei dem Graziano Delrio. Mentre Ettore Rosato annuncia che «il Pd non presenterà alcun candidato per la presidenza». Gli atti che verranno incardinati in commissione sono complessivamente 12 tra cui il Def, che anticipa la manovra e che dovrà essere spedito a Bruxelles. L’asse tra grillini e leghisti non impensierisce solo il Pd ma anche Forza Italia, dove si attende con ansia anche l’esito del voto in Friuli il prossimo 29 aprile per capire se Salvini vuole spiccare il volo da solo o tenersi fedele al principio dell’unità del centrodestra.