Buche a Roma, l’immunologo Aiuti: «Un disastro che non ho visto neanche in Africa»

Interviene l’archeologo Andrea Carandini, che parla di «città ridotta a un colabrodo». Interviene anche l’immunologo Ferdinando Aiuti, che rivolge «una supplica alla sindaca Virginia Raggi» per la salute dei cittadini. Le buche di Roma, dopo il disastro provocato dalla pioggia di lunedì, diventano nuovamente un caso. Qualcosa sui cui non è più possibile andare avanti a rattoppi, perché «il pressappochismo che continua a contraddistinguere la manutenzione delle strade – spiega il presidente dell’associazione di volontari “Tappami”, Cristiano Davoli – è una delle cause principali di questa perpetua situazione di emergenza».

Il bilancio dell’ultima pioggia e delle buche che ha provocato è drammatico, e trova il suo simbolo nella via Salaria, in particolare nel tratto che va grosso modo dall’aeroporto dell’Urbe al Grande raccordo anulare. Lì, per un incidente all’altezza della sede di Sky, due donne sono finite all’ospedale in codice rosso: l’auto su cui viaggiavano si è rovesciata in seguito a un tamponamento. Per estrarle è servito l’intervento dei vigili del fuoco. Inoltre, un centinaio di mezzi tra auto e motorini ha riportato danni, dalla rottura del semiasse a quella dei cerchioni, fino alle ruote spaccate. Numeri che trovano ampio riscontro anche a livello cittadino: il Codacons ha reso noto di aver ricevuto, nell’arco di poco più di un mese (dal 5 marzo), 900 richieste di moduli per accedere al risarcimento dei danni provocati dalle buche.

Quale sia la situazione lo ha spiegato senza mezzi termini, al Corriere della Sera, Carandini: «Il disastro della via Salaria mostra l’immagine di una città ridotta a un colabrodo. Si sa come funzionano i colabrodi: va via tutto il liquido e poi non resta nulla…». «Ecco, è ciò che sta accadendo alla città: noi evidentemente viviamo in una Roma colabrodo. Il simbolo di un Paese che non riesce a garantire il funzionamento della propria Capitale. Di questo si tratta, purtroppo», ha concluso l’archeologo. È stato poi Aiuti, in una lettera al giornale, a ricordare che la faccenda riguarda anche – e forse soprattutto – la salute dei cittadini. Una situazione così preoccupante da spingere il medico a rivolgere una «supplica» a Virginia Raggi: «La supplico, faccia qualcosa per i nostri giovani per coloro che percorrono a migliaia queste strade a velocità normale ogni giorno per andare al lavoro o a scuola». «Io – ha scritto ancora l’immunologo di fama planetaria – ho girato il mondo, anche in Paesi in via di sviluppo, africani o dell’est asiatico, ma non ho mai visto strade così mal ridotte per tanto tempo! Non si può ignorare da due anni questo problema. Se lei ha a cuore la salute dei romani – ha quindi esortato Aiuti – faccia chiudere le buche, si occupi solo di questo, lasci stare per ora la politica!».