Boeri, l’implacabile fustigatore dei privilegi altrui. Ecco quali sono i suoi

Diavolo d’un Giovanardi, inteso come Carlo, lo schietto e sanguigno deputato modenese difensore di ogni causa perduta in partenza purché giusta ai suoi occhi. Il minimo per uno che abbracciò la Dc in una terra più rossa del papavero e che per stazza e parlata ricorda don Camillo. Non stupisce, dunque, che uno così si sia messo in testa di muovere guerra all’osannato Tito Boeri, presidente dell’Inps per spinta di Matteo Renzi, ma soprattutto implacabile censore di ogni privilegio. Che si tratti di vitalizi, di oneri figurativi o di qualsivoglia altra diavoleria ad uso e consumo della Casta, Boeri è lì, con il ditino alzato, pronto alla reprimenda.

Giovanardi fa i conti in tasca al presidente dell’Inps

Tuttavia, come per ogni fustigatore dei privilegi altrui capita anche a lui di precipitare in amnesie e intermittenze, soprattutto quando la tasca in cui fare i conti è cucita sui propri pantaloni. Ma non c’è problema se c’è, a rinfrescargli la memoria, il mitico Giovanardi. Il politico freme ancora di rabbia per l’attacco portato da Boeri agli ex onorevoli per il cumulo del vitalizio con la pensione Inps, nel caso il parlamentare sia un dipendente. «Esattamente quello che sta accadendo a Boeri», puntualizza a Giacomo Amadori de La Verità. Boeri, infatti, è in aspettativa dall’università Bocconi. Nel frattempo, percepisce dall’Inps 104mila euro lordi e l’ente previdenziale alimenta una gestione separata sulla quale matura il diritto a una seconda pensione oltre a quella da professore universitario. Sarebbe proprio come gli onorevoli, se non fosse che per lui c’è ancora più cuccagna. Già, perché mentre per i deputati in aspettativa (magistrati esclusi) la carriera si blocca, la sua no.

Per Boeri doppia pensione e 45mila euro per un festival

Dall’ufficio stampa di Boeri confermano i contributi «volontariamente» versati dalla Bocconi alla pensione del professore in aspettativa, spiegandoli con il prestigio che l’incarico di presidente Inps conferisce all’ateneo. Che è privato, certo. Ma Giovanardi non demorde e chiede: «I contributi reali che gli stanno versando, li pagano gli studenti con loro rette o la Bocconi con contributi pubblici?». E non è finita, perché quando l’ufficio stampa precisa che all’atto della nomina a presidente dell’Inps, Boeri ha rinunciato a tutti i suoi incarichi, eccetto quello di direttore scientifico del Festival dell’economia di Trento, Giovanardi è lesto a infilarli in contropiede ricordando che in questa veste Boeri percepisce 45mila euro all’anno cui vanno aggiunti,  per gli ultimi tre anni, circa 3300 euro al mese a titolo di diaria per vitto e alloggio nella Capitale. Anche qui coccolato e riverito come un onorevole. E figuriamoci se quel diavolo d’un Giovanardi si lasciava scappare l’occasione: «Se noi siamo privilegiati, lui che cos’è?». Già, cos’è?