Berlusconi, la modella la spara grossa: “Fa parte di una setta che adora il demonio”

Non è la prima volta che Imane Fedil, modella di origine marocchina che si è costituita parte civile nel processo “Ruby bis” e “Ruby ter”, racconta a tinte fosche le cene di Arcore con le ragazze del Bunga Bunga, le stesse cene che furono definite “eleganti” e dove, secondo Carlo Rossella, si svolgevano solo innocenti trenini e s’intonavano cori di canzoni. Imane Fedil, che sostiene di essere caduta in depressione dopo la sua esperienza e che ora sta anche scrivendo un libro, viene intervistata dal Fatto quotidiano e sostiene una tesi talmente forte che persino il giornale più antiberlusconiano d’Italia non se la sente di spararci un titolone.

Ecco cosa dice la modella: “La cosa non si limita a un uomo potente che aveva delle ragazze. C’è molto di più in questa storia, cose molto più gravi”. La cosa grave la dice subito dopo: “Questo signore fa parte di una setta che invoca il demonio. Sì lo so che sto dicendo una cosa forte, ma è così. E non lo so solo io, lo sanno tanti altri“. E ancora: “In quella casa accadevano oscenità continue. Una sorta di setta, fatta di sole donne, decine e decine di femmine complici”. Un’espressione che ricorda un’altra accusa, famosissima, fatta da Veronica Lario all’ex marito, quando parlò di “vergini che si offrono al drago”. Già, ma le prove? Sono assai labili per non dire inesistenti. Parliamo infatti di “sensazioni”. Imane Fdail sostiene di essere stata senpre una “sensitiva”, quindi parla di uno stanzino con venti-trenta tuniche tutte uguali e poi racconta di avere visto un’altra saletta sotterranea,con una piscina e accanto una stanza totalmente buia. Ambientazioni secondo lei inquietanti, al punto da concludere così: “In quella casa ci sono presenze sinistre, là dentro c’è il male, io l’ho visto, c’è Lucifero”.