Battisti, la beffa del Brasile all’Italia: revocate le misure cautelari

Sta diventando una farsa, una vera e propria beffa del Brasile all’Italia la vicenda dell’ex-terrorista rosso Cesare Battisti. Lo Stj, il Supremo Tribunale di Giustizia del paese sudamericano ha deciso, ieri, di revocare le misure cautelari stabilite dalla giustizia federale contro l’ex-terrorista rosso Cesare Battisti.
Battisti era stato arrestato nell’ottobre scorso nella città di Corumbàvicino al confine con la Bolivia mentre, secondo la polizia stradale federale, cercava di lasciare il Brasile con circa 25mila dollari in valuta estera e il TRF3, il Tribunale Federale della Terza Regione aveva decretato alcune misure cautelari disponendo, fra l’altro, l’obbligo per l’ex-terrorista di indossare il braccialetto elettronico per monitorarne e controllarne gli spostamenti. Mentre l’arresto in flagranza di reato era stato trasformato in arresto preventivo poiché si era ritenuto che Battisti non rappresentasse un rischio per l’ordine pubblico del paese sudamericano.

In particolare la TRF3 aveva voluto precisare che l’arresto era avvenuto sulla base del tentativo di Battisti di eludere i controlli sulla valuta straniera spiegando che la misura non aveva, tuttavia, alcun rapporto con la necessità di assicurare l’applicazione della legge penale italiana sulle condanne di Battisti per atti di terrorismo compiuti nel nostro paese.

Il collegio della Sesta Corte dell’Stj ha, invece, accolto ora, all’unanimità, la tesi difensiva dei legali dell’ex-terrorista secondo la quale le misure precauzionali sono state emanate in modo generico e senza concreti elementi di accusa, il cosiddetto “habeas corpus”.

La decisione della Sesta Corte dell’Stj contro il Minìsterio Publìco Federal è stata motivata dai giudici sulla base del fatto che, dal momento che Battisti risiede validamente in Brasile, – dopo che la richiesta della sua estradizione formulata dall’Italia è stata respinta dal presidente della Repubblica brasiliana Lula (oggi in carcere per corruzione) nel dicembre 2010 – la sua permanenza nel Paese è una situazione comune a qualsiasi straniero nel territorio nazionale.

La custodia preventiva di Battisti era stata poi sostituita da alcune misure cautelari come l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico per il monitoraggio degli spostamenti, l’obbligo di partecipare a tutte le udienze giudiziarie e il divieto di assentarsi dal distretto di residenza senza l’autorizzazione della magistratura.