Aviano e Sigonella strategiche per l’attacco in Siria: Putin chiama l’Italia

Le basi Nato di Aviano e Sigonella sono strategiche per un eventuale raid aereo in Siria. Una situazione delicata, visto che il governo uscente, guidato da Paolo Gentiloni, ha il compito di sbrigare solamente gli affari ordinari e non ha l’autorità per accordare delle missioni che porterebbero ad un coinvolgimento del paese un governo dimissionario non può dare il via libera né tantomeno è pensabile che possa decidere il ministro dimissionario degli Esteri, Angelino Alfano o quello della Difesa, Roberta Pinotti. 

Siria: la pressione di Putin sull’Italia

Secono un’indiscrezione de La Stampa, Vladimir Putin ha approfittato di una cerimonia al Cremlino per sottolineare che Mosca è «pronta a sviluppare la sua collaborazione con l’Italia sulle questioni internazionali». E durante la consegna delle credenziali di 17 nuovi ambasciatori, tra cui l’italiano Pasquale Terracciano, ha colto l’occasione per definire il nostro Paese «un partner chiave» della Russia «sul continente europeo». Una sollecitazione che diventa molto più di un invito protocollare.

Siria: il Patto atlantico fin dove ci porta

Le pressioni dagli Stati Uniti Kelly Dignan, vice-ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, martedì scorso ha avuto un lungo colloquio con il consigliere per gli affari esteri del premier Paolo Gentiloni. Obiettivo dell’incontro è stato quello di sondare gli umori del governo in relazione alla richiesta di utilizzo delle basi aeree di Aviano e Sigonella in caso di intervento militare in Siria. La questione è particolarmente rilevante. Al momento, l’aviazione Usa sta già impiegando le nostre basi aeree per le perlustrazioni in Siria. In tal senso, secondo il governo Gentiloni, questo rientra nel Patto Atlantico. Insomma, l’Italia è tra i due fuochi: Trump e Putin.