Alla Bonino ora piace Di Maio: «Salvini? Quello che ha detto sulla Siria…»

Ora il problema dell’Italia e del governo che verrà sembra essere diventato la posizione di Salvini sulla Siria. L’assurdità nelle parole di Emma Bonino, quintessenza della retorica dell’alleanza atlantica costi quel che costi, ospite a “Circo Massimo” su Radio Capital, si è accodata al coro, arrivando al colmo di elogiare le giravolte di Di Maio in materia di patto atlantico. Alla domanda se la condanna del leader della Lega del blitz in Siria costituisca un problema per la costruzione di una maggioranza e di un governo, la risposta dell’ex ministro degli Esteri non stupisce: «Penso di sì – ha risposto la Bonino  – il posizionamento in politica estera è un dato importante. Inoltre, non mi pare che questa posizione di Salvini sia quella di Berlusconi, pur essendo amico di Putin. Questo è un dato di preoccupazione come lo è il recente schieramento di Di Maio con la Nato. Ribadisco recente». Ma Di Maio viene “scagionato” dalla Bonino: «E’ sorprendente – ha aggiunto la leader di +Europa – dal mio punto di vista e ben venga, ma questo cambiamento a 180 gradi lo vedo già contestato dagli elettori dei 5 Stelle. Credo ci sia grande preoccupazione sul tavolo di Mattarella, bisogna capire se c’è un posizionamento chiaro all’interno del futuro governo. E penso che ci sia poca rassicurazione da questo punto di vista».

Non sorprende la posizione della Bonino se si ricorda il suo appoggio all’intervento disastroso del 2011 in Libia. Punita dagli elettori in maniera netta, l’ex commissaria europea dispensa giudizi, condanne, esprime riserve su questa o quella ipotsi di governo.  Le sue parole sono arrivate dopo che  Matteo Salvini ha espresso la linea non interventista del suo partito, una linea chiara apprezzata, appunto, anche da elettori di altri partiti, cinquestelle in primis, che hanno contestato l’ambiguità “democristiana” di Di Maio: «Chiedo al presidente Gentiloni  – aveva cdetto Salvini- una presa di posizione netta dell’Italia contro ogni ulteriore e disastroso intervento militare in Siria. Non vorrei che motivi economici, esigenze di potere o il presunto utilizzo mai provato di armi chimiche mai trovate in passato scatenassero un conflitto che può diventare pericolosissimo».