Alfie Evans, quelle prefiche scomposte che lo volevano morto subito

Incomprensibile, sbagliato, populista. Il gesto del governo italiano ancora in carica di concedere la cittadinanza al piccolo Alfie per scongiurare la decisione di staccare la spina cui si oppongono disperatamente i genitori a qualcuno non è piaciuta. Si tratta dei fautori più sfrenati dell’eutanasia, dei laicisti più accaniti i quali sono sensibili ai diritti delle minoranze  ma restano inorriditi dai pronunciamenti pro-life. Tra queste anime belle va annoverata anche Michela Marzano, ex deputata Pd, autodefinitasi filosofa, la quale firma un algido editoriale su Repubblica il cui inizio è tutto un programma: “E ora che c’entra l’Italia? Cos’è mai potuto passare per la testa dei ministri Alfano e Minniti quando hanno deciso di avviare l’iter per concedere la cittadinanza italiana al piccolo Alfie Evans?“. E già: come si sono permessi di tentare di ostacolare una condanna a morte? E ancora la Marzano, sicuramente entusiasta per il riconoscimento della genitorialità alla coppia di due mamme di Torino, ignora del tutto qui i diritti e la volontà del padre e della madre di Alfie, forse colpevoli di essersi rivolti al Papa anziché inchinarsi ai razionali protocolli medici. Genitori di serie B, evidentemente. La Marzano confessa di essere inastidita dallo slogan “difendiamo la vita”, perché quello slogan impedisce ancora la desertificazione etica in atto nei paesi occidentali. Rallenta in pratica quel riconoscimento del diritto all’eutanasia che ha portato la “civilissima” Olanda, dove l’eutanasia è legalizzata, ad ammazzare di recente una malata di Alzheimer senza il suo consenso. Michela Marzano non riesce a manifestare alcuna simpatia verso Alfie, magari temendo di essere contaminata anche lei dal populismo, perché adesso anche provare pietà e condividere la sofferenza dei genitori di Alfie rientra in quella categoria “infamante”. Infine Michela Marzano trova assurda la gioia di Giorgia Meloni per la decisione sulla cittadinanza taliana concessa ad Alfie: e bacchetta la leader di Fratelli d’Italia, invitandola a pensare non solo al bimbo inglese in fin di vita (ma Alfie non è in fin di vita) ma anche ai bambini stranieri cui in Italia è negato lo ius soli. In pratica per chi ha la mentalità della Marzano il piccolo Alfie è un intralcio, un disturbo, un esserino che si permette di mettere in discussione l’agghiacciante narrazione cui tutti dovremmo soccombere: mettere da parte le vite fragili (anziani, neonati, malati incurabili) per permettere agli adulti di spassarsela come meglio credono. E qui non è difficile comprender chi è davvero fuori di testa, tra questa schiera di laicisti isterici e i due ministri uscenti che hanno teso la mano a un bambino che ha la colpa di vivere grazie alle macchine.