Aldo Naro, le foto del corpo martoriato su Facebook per chiedere giustizia

martedì 3 aprile 16:57 - DI Redazione

“Ciao io sono Aldo Naro! Piacere di conoscervi, Sono un Medico Chirurgo laureato con 110 e lode e abilitato alla professione. Nel giorno del mio ventottesimo compleanno volevo raccontarvi un po’ la storia della mia vita, della mia breve vita.. si perché 2 anni e 6 mesi fa andai a ballare con amici, la mia ragazza e colleghi di università.. quasi a fine serata 15 persone mi hanno aggredito, pestato a morte, sotto gli occhi di tutti. Nessuno fece niente…”. Comincia così il lungo post della pagina “Giustizia per Aldo Naro” creata su Facebook (insieme a quella “Io sono Aldo Naro”) da parenti e amici del giovane ucciso a calci e pugni nella discoteca Goa di Palermo il 14 febbraio 2015.

Per la sua morte è stato condannato a dieci anni di reclusione Andrea Balsano, che all’epoca dei fatti aveva 17 anni e faceva il buttafuori nel locale. La pena è stata scontata di un terzo per il rito abbreviato. La condanna è stata emessa dal Tribunale dei Minorenni il 18 novembre 2015. È ancora in corso un altro processo che vede imputati per rissa Francesco Troia, Massimo Barbaro e Antonino Basile. Verranno giudicati in abbreviato, invece, Giovanni Colombo, Pietro Covello, Daniele Cusimano, Mariano Russo, Natale Valentino, Giuseppe Micalizzi, Carlo Salvatore Lachina, tutti accusati di rissa, Giuliano Bonura e Francesco Meschisi accusati invece  di favoreggiamento personale. Giovanni Perna, il responsabile della sicurezza del Goa, ha chiesto di patteggiare la pena di un anno.

Ebbene secondo la famiglia di Aldo Naro non può essere stato solo il diciassettenne condannato il responsabile del pestaggio. Di qui l’iniziativa forte, che indubbiamente provoca le coscienze:  pubblicare le foto choc dell’autopsia sul cadavere del giovane. Nel post si legge un lungo elenco di lesioni riscontrate durante l’autopsia che secondo i familiari non sono compatibili con quanto ricostruito dalla Procura, che ha indicato come unico responsabile dell’omicidio Andrea Balsano. Quest’ultimo colpì Naro con un calcio alla tempia e il giovane avvocato morì poi per un’emorragia cerebrale. Inutile soffermarsi sui motivi: nelle discoteche le risse, i pestaggi, le aggressioni, avvengono sempre per futili motivi. Bastano un’occhiata, uno sguardo. A volte si procede a un’aggressione senza che sia avvenuto nulla, solo per il gusto di sfogare una violenza feroce. E, come nel caso del povero Aldo Naro, la gente non fa nulla. Guarda lo spettacolo. E solo dopo che i testimoni inerti si sono ripresi da una serata in tutti i sensi “stupefacente” si rendono conto che una vita è andata perduta.

Commenti

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  • c.arcabasso1206@liber.it 4 aprile 2018

    Per questi cosiddetti buttafuori occorrerebbero corsi professionali sotto il controllo e l’autorizzazione della Questura non improvvisati personaggi addirittura minorenni!