25 aprile, il sindaco di Todi nega il patrocinio all’Anpi: “Siete faziosi”

sabato 21 aprile 16:13 - DI Davide Ventola

Il Comune di Todi, guidato da una maggioranza di centrodestra, ha tolto il patrocinio alle celebrazioni programmate dalla sezione Anpi del Comune umbro per il prossimo 25 aprile. A darne notizia la stessa Anpi in una indignata nota per la  stampa. «Non era mai successo nella storia della città – scrivono – nemmeno con la precedente amministrazione Ruggiano (eletto nuovamente sindaco con coalizione di centrodestra all’ultima tornata elettorale, ndr) che il Comune si dissociasse dall’Anpi per la celebrazione della Festa di Liberazione. L’imprevedibile e sconcertante presa di distanza inoltre avviene a soli cinque giorni dalla ricorrenza e lascia tutti senza parole».

Anpi indignata con il sindaco di Todi

La scelta del sindaco Ruggiano e della sua giunta è stata argomentata chiaramente all’Anpi. «L’Amministrazione Comunale ha inteso predisporre un programma delle celebrazioni, che sia quanto più istituzionale possibile, evitando, quindi, di aderire a programmi e celebrazioni che abbiano una impostazione di parte». Con questa motivazione la Giunta Comunale di Todi ha quindi negato l’utilizzo del logo e il patrocinio, per la celebrazione della Festa di Liberazione, all’Associazione nazionale partigiani d’Italia.

“Italia schiava della retorica del 25 aprile”

Ad argomentare le ragioni della maggioranza di centrodestra è Andrea Nulli su Facebook: «Non è certo la nostra festa, ma oggettivamente è una festa divisiva che si è trasformata negli anni in un carnevale dove “sfilano” le più disparate comparse degne di essere arruolate nella serie ” The Walking Dead”. Per finire vogliamo ricordare a tutti che nessuno ha il diritto divino di “patrocinio”. Mentre l’Italia sprofonda sempre più in una crisi economica e sociale che non ha eguali nella storia si continua con la retorica del 25 aprile».

Commenti

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  • fernando.gabbani@gmail.com 22 aprile 2018

    Convintissimo sulla cancellazione di una ricorrenza “festiva” che di festivo ha ben poco essendo stata l’inizio di una contesa incivile fra italiani che tanto sangue e tanti lutti ha portato al nostro Paese, inoltre a distanza di oltre 70 anni tenere in vita una associazione i cui soci al 99,99% sono passati a miglior vita non ha alcun senso.

  • Stefano Rossi 22 aprile 2018

    Continuando ad esaltare i partigiani i giovani pensano siano stati gente perbene

  • papy_denis@libero.it 22 aprile 2018

    Infatti il 25 aprile è per tutti gli Italiani la fine della guerra purtroppo per taluni faziosi la guerra continua in quanto loro sono il baluardo della democrazia contro i “fascisti” e pensare che mplitissimi morti come le fosse Ardeatine ed i molti paesi dati alle fiamme si sarebbero risparmiati se gli “eroici partigiani” si fossero fatti avanti costituendosi alle forze d’occupazione tedesche

  • 21 aprile 2018

    finalmente qualcuno osa dire NO all’ associazione partigiani comunisti assassini

    • raffaele_2004@hotmail.it 22 aprile 2018

      Bravo Amedeo e bravi al Sindaco di Todi e alla sua amministrazione – Condivido