25 aprile 2018: esterna Roberto Fico, ma pare di sentire Laura Boldrini

Roma, 25 aprile 2018: è la prima “Liberazione” con un grillino al vertice delle istituzioni. E non c’è alcuno strappo,  alcuna discontinuità  con la retorica del passato. Esterna il neopresidente della Camera, Roberto Fico, ma sembra di sentire Laura Boldrini. “La Resistenza – dice Fico – rappresenta per tutti noi  un punto di riferimento irrinunciabile nella vita democratica del  Paese: è in questa pagina fondamentale della nostra storia che ogni  cittadino italiano può infatti ritrovare le radici della Repubblica e  della Carta costituzionale”. Tutto pare immobile, come se in questi 73 anni che ci separano dal 1945 non fosse accaduto nulla in Italia.  “Il 25 aprile – insiste Fico – è una data molto importante per la nostra comunità di  cittadini – ricorda Fico – . Il giorno in cui rendere il doveroso  omaggio alle donne e agli uomini che offrirono la propria vita per la  liberazione dell’Italia dall’occupante tedesco e per la riconquista  della libertà e della democrazia dopo la dolorosa fase del  nazifascismo”.

La retorica resistenziale di Di Maio

Il fatto è che il M5S , entità ideologicamente magmatica e informe, assume di volta in volta  le sembianze del suo interlocutore di turno. E in questi giorni  l’interlocutore è l’antifascistissimo Pd. Ecco quindi che il “boldriniano” Fico è superato in retorica resistenziale da Luigi Di Maio , impegnato nello scambio di amorosi sensi con Martina: “Buon 25 aprile a tutti! 73 anni fa donne e uomini di idee diverse sconfissero insieme la dittatura nazifascista e costruirono per l’Italia un futuro di pace e democrazia. Furono le  madri e i padri della nostra Costituzione, faro di ogni nostra scelta  politica”.  Un vero Zelig.