Weinstein, la polizia di New York pronta ad arrestarlo: raccolte le prove

E’ arrivata al capolinea la vicenda di Harvey Weinstein, il produttore cinematografico ebreo, oramai ex-proprietario della Miramax, che ha bilanci in profondo rosso e un orizzonte temporale di vita di pochi mesi, accusato da una cinquantina di attrici, fra cui Gwyneth Paltrow, Angelina Jolie, Paz de la Huerta, di averle importunate e, in alcuni casi, abusate sessualmente.
Il New York Police Department sarebbe, oramai, pronto ad arrestare Weinstein e la svolta sarebbe questione di ore. Manca, a questo punto, solo la decisione del procuratore distrettuale di Manhattan, Cyrus Vance jr., che potrebbe anche arrivare addirittura in giornata.

Il produttore, caduto in disgrazia dopo le accuse di molestie e violenze, continua a professarsi innocente. Ma l’ipocrisia, tutta americana, del mondo hollywoodiano non ammette scorciatoie né sconti: quando sei tagliato fuori da quel mondo devi comunque pagare. E anche caro. A buon bisogno anche per quello che non hai fatto.

Molte attrici o sedicenti tali, che pure dopo essere state insidiate una prima volta da Weinstein, sono tornate ad accomodarsi spontaneamente e molto volentieri, anche a distanza di mesi o anni, fra le braccia flaccide e grassocce del potente produttore cinematografico che amava riceverle in vestaglia di seta e babbucce nelle camere di lussuosi alberghi, ora rivendicano il proprio quarto d’ora di celebrità agitando la propria verginità morale scippata. Una storia vecchia come il mondo.

Diversi media statunitensi, danno per certo l’arresto a breve del produttore citando funzionari del New York Police Department e precisando che contro Weinstein sarebbero state raccolte «prove considerevoli» nel corso delle indagini sui presunti stupri. Adesso, appunto, la palla passa nelle mani del procuratore distrettuale Cyrus Vance.

Interpellato da un giornalista del Daily News sullo stato delle indagini su Weinstein, il capo dei detective del New York Police DepartmentRobert Boyce ha spiegato: «Stiamo ancora accumulando prove. Sta andando molto, molto bene. Abbiamo molte informazioni Abbiamo molte informazioni che abbiamo consegnato al Gran Giurì. Ti chiederei di parlare con Cy Vance. È il suo caso adesso. Ti chiederei di chiedere a lui cosa intende fare».

Vance però, al momento, ha fatto sapere di non voler commentare la notizia mentre l’avvocato di Weinstein, l’ebreo ortodosso Benjamin Brafman, già legale di personaggi come Dominique Strauss-KahnMichael Jackson, sfoggia sicurezza sostenendo che Weinstein continuerà a dichiararsi innocente: «mi è stato assicurato che il deposito delle accuse penali contro il signor Weinstein non è stato autorizzato e il suo arresto non è imminente».

Dal canto loro, modelle e attrici continuano a sgomitare per essere in prima fila nell’accusare Weinstein ora che è caduto nella polvere. Molte di loro, come detto, sono andate a letto con Weinstein non una ma anche più volte. E non sono state certo trascinate in catene fra le lenzuola del letto del produttore cinematografico che in queste ore sta rischiando la galera dopo essere stato, per anni, osannato e portato in palmo di mano dalla ristretta comunità dei produttori cinematografici hollwoodiani. Una comunità, a prevalenza ebraica – come lo stesso Weinstein e il suo avvocato – che non vede l’ora di seppellire la vicenda, l’imbarazzante disdoro gettato su Hollywood e il nome di Weinstein per rimettersi con la schiena curva a macinare utili a doppia cifra nel business miliardario del cinema. Fino al prossimo produttore che sarà beccato con le mani nella marmellata. Un vizietto che Hollywood ha sempre sopportato in silenzio fino a quando non ci si fa cogliere clamorosamente sul fatto.