Voto italiani all’estero: le Iene sollevano nuovi dubbi (video)

Continua il ping pong tra le Iene e la Farnesina. Dopo i servizi di Filippo Roma sui presunti brogli elettorali per il voto all’estero, la Farnesina ha accusato la trasmissione di Italia Uno di fabbricare fake news.

Italiani all’estero: i presunti brogli dalla Germania al Brasile

«Dalle prime verifiche – si legge nella nota del ministero degli Esteri – emerge che circa metà connazionali intervistati non avevano diritto a ricevere il plico elettorale. Si tratta, infatt, di cittadini con posizione anagrafica all’estero non perfezionata. In questi casi, il materiale elettorale non è stato dunque spedito, come imposto dalla normativa vigente. Inoltre, a un elettore in Svezia era stato regolarmente spedito il plico e, su sua richiesta, gli era stato successivamente rilasciato anche un duplicato per esercitare il diritto di voto». Quanto al connazionale intervistato a Fortaleza, in Brasile,« la Farnesina si riserva di valutare eventuali azioni legali a tutela della sua immagine, tenuto conto della natura delle affermazioni».

Le inchieste delle Iene sugli italiani all’estero

La trasmissione aveva denunciato i cosiddetti cacciatori di plichi, ovvero persone che si preoccupano di intercettare le buste da spedire in modo tale da pilotare preferenze per una forza politica in particolare all’estero. Le Iene hanno segnalato un episodio simile a Colonia, dove un signore sostiene di aver pagato un postino per farsi consegnare le schede elettorali e votare al posto dei diretti interessati. Casi analoghi stanno emergendo, con denunce varie, in Spagna e Brasile. Le Iene hanno anche documentato con una telecamera nascosta le carenze di controlli nella sede della Protezione Civile di Castelnuovo di Porto, dove sono stati scrutinati i voti dall’estero. Per ogni plico gli scrutatori dovevono verificare il tagliandino collegato. Ma dalle immagini la procedura non sarebbe stata rispettata.

Vincenzo Zaccarini di Fratelli d'Italia

Vincenzo Zaccarini di Fratelli d’Italia

 

Italiani all’estero: Zaccarini chiede le dimissioni di Vignali

Sulla polemica è intervenuto anche Vincenzo Zaccarini, candidato con la lista di centrodestra. «Sono un italiano all’estero, che vive e lavora come imprenditore da 38 anni nel Regno Unito, portando l’eccellenza del Made in Italy nel mondo. A Gennaio 2018, ho deciso di candidarmi nuovamente per rappresentare i miei connazionali alla Camera dei Deputati, convinto che questa volta le cose sarebbero andate diversamente.
Nel 2013 infatti riscontrai non poche irregolarità in merito al voto degli italiani all’estero, la modalità per corrispondenza permetteva a personaggi incaricati da alcuni “candidati” di vari partiti di rubare o far sparire plichi, questo mi lasciò alquanto perplesso sull’effettiva integrità funzionale del sistema di voto all’estero. Già allora avevo evidenziato le irregolarità, purtroppo senza seguito». Per l’esponente di Fratelli d’Italia, «nonostante i vari richiami da parte dei media nazionali che evidenziano evidenti brogli elettorali, e l’ammissione di tali fatti da parte delle istituzioni, nulla è stato fatto, la fase di consegna dei plichi è stata nuovamente intercettata e contaminata, la longa manus ha vinto di nuovo». «Il direttore generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie,  Luigi Maria Vignali, ha congedato Filippo Roma con due parole che per noi italiani all’estero pesano come un macigno: “Fake News”».  Per Zaccarini «l’Italia ha la memoria breve e prima o poi questa storia finirà nel dimenticatoio, ma per noi italiani all’estero sarà l’ennesima sconfitta, perché privati del diritto di votare ed essere rappresentati in patria in modo trasparente. Una situazione simile, qua in Inghilterra, avrebbe portato alle immediate dimissioni del Ministro competente». Da qui la richiesta di dimissioni di Vignali.

GUARDA IL VIDEO DELLE IENE