Vicenza, niente festa perché nero. Razzismo? “No, era pericoloso”

A Caldogno, in provincia di Vicenza, non si parla d’altro:  a un ragazzo di colore è stato impedito di entrare a una festa scolastica di fine anno perché “nero”, secondo le accuse degli amici e dei familiari del ragazzo. “No, per motivi di sicurezza legati ad alcol e droghe”, fanno sapere i proprietari della discoteca “Nordest”, che l’altra sera ospitava una festa del liceo scientifico Quadri di Vicenza.

«Ma quando sono arrivati all’ingresso tre di loro, italiani, sono potuti entrare e uno, originario del Congo però in Veneto da quando era piccolo, è stato lasciato fuori dai due buttafuori — racconta al Giornale di Vicenza il padre di uno degli adolescenti —.  Non lo fanno entrare perchè è negro…». Secondo i buttafuori, però, non c’entrava affatto il razzismo, ma la presenza del nome del ragazzo all’interno di una lista “nera”, quella sì, di soggetti sgraditi perché si erano resi protagonisti, in passato, di comportamenti a rischio.  «Non siamo razzisti, facciamo entrare tutti qui, bianchi, neri, rossi e verdi», dicono i responsabili della sicurezza del locale. La vigilanza ha carta bianca, decidono i buttafuori chi far passare e chi no e se quel ragazzino è stato escluso la ragione è una sola: probabilmente l’ultima volta che è stato qui, ha combinato qualcosa. E chi non si comporta correttamente sta fuori, sia bianco, grigio, giallo, italiano, rumeno o africano. Tra gli stessi bodyguard ci sono stranieri…”, è la versione consegnata ai giornali locali. Ma intanto il caso della festa razzista è esploso e sono partite anche le prime denunce per discriminazione razziale.