Veltroni: “Che brutta sinistra. Ha perso il contatto con il popolo e pensa ai tweet”

«È abbastanza incredibile la rapidità con cui si è passati sopra la più grande sconfitta della sinistra nella storia del dopoguerra, per ricominciare la  danza degli hashtag e dei tweet, per dibattere su cosa fare domani mattina; che è un problema, ma prima ancora occorre capire perché il Pd ha perso metà dei 12 milioni di voti che prese nel 2008». Non usa metafore Walter Veltroni, intervistato dal Corriere della Sera sulla Caporetto del Nazareno e le prospettive del dopo voto.

Veltroni: una sconfitta annunciata

La sconfitta renziana non è casuale. Secondo l’ex sindaco di Roma la sinistra non ha colto la trasformazione della società: “È stata forte quando la società era strutturata, organizzata per classi, ma nella società liquida la sinistra si è persa.  Ha perso quel che la sinistra non può perdere: il rapporto con il popolo. Senza il popolo non esiste la sinistra».  La sinistra – insiste Veltroni – non è nata con i Parlamenti; è nata con la rivolta degli schiavi. Mi ha colpito che in campagna elettorale il Pd sia stato impegnato a dire quanto era stato bravo nei mille giorni di governo; sideralmente lontano dallo stato d’animo di un Paese uscito da questi anni di crisi profondamente stordito». E non è un caso neppure che la sinistra sia sconfitta in tutto l’Occidente. “L’errore drammatico- riflette ancora Veltroni –  è stato togliere alla nostra comunità le emozioni e la memoria”. E ancora, scherzando, racconta ad Aldo Cazzullo di aver chiesto a Siri  se fosse di destra o di sinistra. E la vocina del cellulare le ha risposto: “Francamente me ne infischio”. Perché questa discesa progressiva di consensi dal 2008? «Il Pd è stato il Pd per un breve periodo. Poi è somigliato troppo ai Ds, quindi troppo alla Margherita. L’esito di Leu dimostra che la soluzione non è tornare al passato; è fare il Pd come l’abbiamo immaginato, portandolo al 34%». Su Renzi è fin troppo clemente: “Rispetto il suo lavoro, lo rispetto come persona. Il problema non è lui; la sinistra ha perso tutte le elezioni dal 2014. È come il conte Ugolino, ha divorato i suoi figli uno dopo l’altro”.

Il Pd resti all’opposizione e aspetti un turno

Sul dopo voto l’ex ministro della Cultura, che conferma di non voler tornare da protagonista nell’agone politico, auspica che il Pd resti all’opposizione e vede negativamente una eventuale maggioranza Lega-5 Stelle. «Non ho mai condiviso la logica del tanto peggio tanto meglio. Il Pd sia un interlocutore non degli altri partiti, ma del presidente della Repubblica. Sarebbe sbagliato, per evitare le elezioni, rispondere di sì a chiunque chieda al Pd, dopo averlo insultato, di sostenere il proprio governo”.