Vauro senza ritegno: «La gelataia che non serve Salvini esempio di democrazia»

Il furore ideologico di Vauro sfida il ridicolo. Il vignettista ultracomuista è intervenuto al programma ECG – condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano – e ha difeso a modo suo la commessa che non voluto servire il gelato a Matteo Salvini, tornando su un episodio ampiamente dibattuta sui social nei giorni scorsi. Vauro ci tiene subito a ricordare che il sangue che gli scorre nelle vene è rosso, sottolineando di aver votato Potere al popolo. Dunque, prende la clava e puerilmente prende le difesa dalla ragazza che ha negato il gelato al leader del Carroccio al grido di “non servo i razzisti”. Vauro gongola. “Meravigliosa, voglio l’indirizzo del bar, vado a comprare un camioncino di gelati da lei. Mi fa venire in mente dei ricordi, di quando in questo Paese la società civile era capace di reazioni e di riscatto». Poi il vergonoso sgarbo ricordando il famoso episodio – molto diverso – che coinvolse Giorgio Almirante. Vauro non ha ritegno nel rievocare un episodio buio di cui bisognerebbe solo vergognarsi. Ma Vauro è Vauro, non ha ritegno, è accecato: «Mi ricordo di quando Almirante andò a prendere un caffè in un autogrill e tutto il personale si bloccò, entrò in sciopero istantaneamente e Almirante se andò senza il caffè», ha detto sputando la sua dose di veleno. Poi l’affondo furibondo contro il nemico: «Spero se ne vada anche Salvini Senza gelato e senza il Governo. Questa ragazza dovrebbe essere un esempio. Un esempio di vera democrazia, perché in democrazia non è che vale ogni opinione, ci sono posizioni che una democrazia che si rispetti ripudia. Questa barista nel suo gesto è l’esempio di una sinistra che non c’è più a livello di rappresentanza parlamentare e istituzionale, ma che esiste nella società».