Tutti contro Elisa Isoardi ma Agnese Renzi aveva detto la stessa cosa…

Tutti contro Elisa Isoardi per la sua frase sul compagno Matteo Salvini. “Una donna, per quanto in vista, deve sempre dare luce al suo uomo. E la luce, il sostegno, la vicinanza spesso si danno arretrando. Stando nell’ombra“. Così parlò la Isoardi in un’intervista a Oggi. È vero, c’è un po’ di romanticismo tardo-ottocentesco in questo gioco di ombre e luci. È vero, affiora l’idea di una donna disposta a fare un passo indietro. È vero, si può essere o no d’accordo. Ma in sé la frase non giustifica l’impennata di giudizi forsennati sulla “donna sottomessa” che diverrebbe modello femminile a destra, sulla scorta delle avventate dichiarazioni di Elisa Isoardi.

E perché? Perché dovrebbe essere lei, la compagna di Salvini, a dettare le regole comportamentali della perfetta first lady di destra quando a destra c’è un partito che ha come leader una donna, Giorgia Meloni, e in Francia ce n’è un altro che ha per leader un’altra donna, Marine Le Pen, mentre a sinistra abbiamo le donne politiche col tutor potente, vedi la Boschi paracadutata nel collegio di Bolzano? Insomma cosa deve dimostrare ancora la destra in tema di protagonismo femminile?

Appare evidente dunque che le frasi di Elisa Isoardi sono un pretesto per fare un po’ di ideologia, estrapolando concetti dalla sfera privata per farne il manifesto etico della donna sottomessa. Che poi nessuno sa, o si è chiesto, che cosa c’entri Elisa Isoardi con la destra e con la politica in generale. La destra dove le donne sono così “sottomesse” che donna Assunta Almirante, a trent’anni dalla morte del marito e compianto leader missino, ancora viene intervistata come auctoritas indiscussa sulle faccende postmissine e postaennine.

Ma c’è di più: quando Matteo Renzi divenne premier la moglie Agnese Landini disse cose assai simili a quelle dette dalla Isoardi. «Non siamo in America dove le mogli dei politici fanno discorsi in pubblico. Vi prego, prendete atto che da ora in poi io non esisto». Disse proprio così Agnese Renzi, E Marco Damilano ne trasse spunto sull’Espresso per fare l’elogio di questa first lady di Pontassieve così luminosamente discreta, additandola addirittura come “una naturale seguace del filosofo francese Pierre Zaoui, teorico dell’arte dello scomparire e della discrezione come virtù politica. Tutta casa e famiglia: la persona che vede più spesso è la cognata Matilde, la sorella del premier, con il marito Andrea, con loro e i figli fa anche le vacanze. A Pontassieve, a casa sua, continua a muoversi senza scorta. E senza scorta si è fatta vedere nell’istituto Ernesto Balducci, dove insegna lettere…”.

In pratica se proprio a un modello Elisa Isoardi si ispira, il modello è la appartata Agnese Landini. Invece la smemorata stampa un tempo renziana, vedi Repubblica, sta già lì col dito puntato. “Anni di battaglie sepolte da questo inedito atto di sottomissione”, scrive Alessandra Longo. Pericolo, allarme rosso: ci aspetta il ritorno al focolare. Però non ci saranno applausi, per Elisa. Quelli furono riservati alla modesta e antimondana Agnese che nel giorno in cui il suo Matteo veniva incoronato premier dalla direzione Pd correva a prendere le pagelle dei figli, da brava e operosa mamma tuttofare italiana. Già: perché c’è focolare e focolare, quello leghista è una minaccia, quello di sinistra è commovente, addirittura esemplare. Chissà perché, visto che sempre di focolare si tratta…