Trump vieta l’esercito ai transgender: «A loro solo compiti limitati»

sabato 24 marzo 9:40 - DI Redazione

Donald Trump apre un altro fronte. Scivoloso e delicato come pochi dal punto di vista delle tensioni interne. Parliamo della presenza e del ruolo di soldati transgender nelle forze armate. Un comunicato ufficiale della Casa Bianca ha infatti annunciato nuove disposizioni che escludono i transessuali in divisa dagli apparati militari, se non per casi e circostanze limitati.

Trump si è basato su uno studio della Difesa

In poche parole, il presidente ha rinunciato al precedente memorandum «a favore di nuove disposizioni definite attraverso uno studio accurato condotto da esponenti di spicco della società civile e dei corpi militari, tra cui dei veterani». Tra i nuovi elementi sui quali, stando sempre alla nota, si basa la decisione di Trump ci sarebbero «le norme formulate dal ministro della Difesa» secondo le quali «le persone transgender con una storia o diagnosi di disforia di genere – individui che stando a queste disposizioni potrebbero dover richiedere sostanziali trattamenti medici, tra gli altri farmacologico e chirurgico – non sono qualificati a prestare servizio nei corpi militari se non in determinate limitate circostanze».

L’ira dei Democrats: «Decisione dettata dall’odio»

Com’era prevedibile, la “zampata” di Trump ha immediatamente scatenato gli attacchi dei suoi oppositori interni. Tra questi spicca per veemenza  la reazione di Nancy Pelosi, leader della minoranza democratica alla Camera dei Rappresentanti legatissima al finanziere George Soros, munifico benefattore dei movimenti transgender di mezzo mondo, che ha definito l’ultimo memorandum «lo stesso vigliacco e disgustoso divieto annunciato la scorsa estate dal presidente». La Pelosi non ha perso tempo ad addentrarsi nelle motivazioni addotte dalla Casa Bianca per confutarle nel merito, limitandosi ad affrontare la questione sotto l’aspetto “ideologico”. «Nessuno che abbia la forza ed il coraggio di servire nelle forze militari dovrebbe essere respinto per ciò che è», ha infatti affermato, per poi concludere: «Ancora una volta la nostra sicurezza nazionale viene dettata dall’agenda di odio e pregiudizio del nostro presidente e non dall’onore, dalla decenza, dalla forza».

Commenti

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  • valerie.solanas@libero.it 24 marzo 2018

    Non credo affatto che sia l’inizio della noia nei confronti della massoneria lgbt, ne hanno ancora di strada da fare prima di nausearci all’esasperazione; però sperare che la loro marcia trionfale ogni tanto subisca un po’ di ritardi e che non sia solo una buona intenzione per fare scena non costa nulla