Torna la maestra che urlò “merde” agli agenti: è la Che Guevara degli antifascisti

“Siamo con la maestra antifascista Flavia senza se e senza ma!”. E come ti sbagli. Sul blog Emilia Antifa- Making Emilia red again, il blog antagonista che ha realizzato una mappa nuova di zecca delle formazioni di destra  in Emilia con tanto di indicazioni topografiche, torna in auge la famigerata maestra a tutti nota per le sue intemperanze.  Leggiamo questa “perla”.  Vi ricordate della maestra che nel corteo antifascista di Torino ha urlato come un’ossessa Poliziotti, merde,  dovete morire, mi fate schifo”, senza poi pentirsi? Ebbene, questa donna è un’icona, un’esempio  per i “bravi ragazzi” dell’ultrasinistra, che le dedicano un peana, neanche fosse la novella Che Guevara. Maestra Flavia siamo con te: “Invocato da tutte le forze politiche di questo paese, il licenziamento di Flavia, donna, lavoratrice e antifascista, è l’emblema della deriva autoritaria e repressiva di un apparato istituzionale che accetta, coccola e legittima il fascismo. È talmente colluso con esso che ne ripropone alla perfezione i suoi tratti più oppressivi, dalle limitazioni alla libertà di espressione e opinione ai divieti di manifestare”. Questa nota delirante così prosegue: “Ma di condanne e licenziamenti neanche l’ombra quando chi indossa una divisa ha ucciso, ferito, malmenato e stuprato. Nè si è mai visto un simile eccesso di zelo da parte del MIUR per gli insegnanti fascisti che nelle scuole propagano odio razziale, xenofobo e sessista. Il fascismo è un crimine e criminale è chi lo legittima e lo difende”.

Ricordiamo che la maestra Lavinia Flavia Cassato è indagata per istigazione a delinquere, oltraggio a pubblico ufficiale e minacce. La sanzione prospettata è quella del licenziamento. Il fatto  -è stato evidenziato dal Miur-  seppure non sia avvenuto all’interno dell’istituzione scolastica, contrasta in maniera evidente con i doveri inerenti la funzione educativa e arreca grave pregiudizio alla scuola, agli alunni, alle famiglie e all’immagine stessa della pubblica amministrazione». I genitori stessi dei bambini della Leonardo da Vinci chiesero a gran voce di allontanare la maestra. Le sono rimasti accanto sono i “pacifici” antifascisti “Emilia Antifa”.