Torna la Boldrini: non parla di antifascismo, vuole rifare la presidente della Camera

Guarda che strana coincidenza: poche ore dopo che Eugenio Scalfari la (ri)candida per la presidenza della Camera, con un lungo editoriale domenicale su Repubblica, sullo stesso giornale compare miracolosamente un editoriale di Laura Boldrini, nell’edizione del lunedì, in cui detta la linea per la resurrezione della sinistra uscita con le ossa rotte dalle elezioni Politiche. «È a mio parere una soluzione efficace ed elegante, seppur non gradita ai partiti che hanno vinto: eleggere alla presidenza del Senato Emma Bonino e a quella della Camera Laura Boldrini, due donne perfettamente capaci di ricoprire quegli importanti incarichi. Si riaffermerebbe così il femminismo politico che è una novità in parte già attuata con buoni risultati», aveva scritto Scalfari, senza considerare un piccolo dettaglio: pochissimi italiane le hanno votate, una roba che in democrazia non è proprio un dettaglio.

La Boldrini, però, ne approfitta subito e affida i suoi progetti politici a Repubblica con un lungo articolo a sua firma: stavolta non c’è alcun riferimento al solito tema dell’antifascismo, che nelle urne non l’ha certamente premiata, ma un ragionamento – senza un briciolo di autocritica – sul fallimento elettorale della sinistra: «Se le cose non cambiano, non si riprenderà. Sempre meno persone hanno sempre di più. E più di 4 milioni di famiglie vivono in povertà. Tredici milioni di persone: il 21 per cento della popolazione. Vale a dire 1 italiano su 5. Tutto questo in un paese nel quale i giovani hanno grandi difficoltà a trovare lavoro o smettono di cercarlo; le poche donne che hanno un’occupazione sono sottopagate e perdono il posto appena aspettano un figlio; i cervelli fuggono e non si sa che fine faranno le pensioni. Una società nella quale pochissimi stanno sempre meglio e tantissimi sempre peggio. C’è un paese che più dell’Italia ha bisogno di una forza progressista – nei fatti non a parole – capace di promuovere equità, giustizia sociale, lavoro e un vivere dignitoso per tutti? La risposta è no». La ricetta della Boldrini è quella di ricostruire una “casa progressista”. «L’ora più buia – cantava David Crosby – è sempre quella che precede l’alba. Se chi la pensa come me, però, non troverà presto il modo di unire le forze con altri e di mettere in campo una vera ripartenza, temo che quell’alba non arriverà. E per molto tempo vivremo la notte della ragione. Si deve ripartire dai voti ottenuti…».

Ecco, appunto: magari contarli uno a uno riporterà la Boldrini con i piedi per terra.