Studentessa romana pestata a morte a Nottingham da una baby gang (video)

La Procura di Roma ha aperto un’indagine per omicidio sulla morte della ragazza italiana di 18 anni di origini egiziana, Mariam Moustafa, nata a Roma, deceduta lo scorso 20 febbraio dopo 12 giorni di coma dopo essere stata picchiata da una baby-gang di ragazzine inglesi nel centro di Nottingham. Il fascicolo è affidato al sostituto procuratore Sergio Colaiocco. La sua storia è allucinante, che verrà ricostruita con dovizia di particolari nella puntata domenicale delle “Iene”. (Guarda il video).

Aggredita per motivi razziali

Morire a 18 anni in seguito all’aggressione di un gruppo di 8-10 ragazze violente e senza scrupoli. Una vicenda che oltre a fare accapponare la pelle fa riflettere amaramente: la sinistra e i buonisti accusano gli italiani di razzismo e xenofobia; poi nel paese maestro di multuculturalismo, la Gran Bretagna, additato come esempio da imitare, una povera ragazza nata in Italia e cresciuta a Ostia, trasferitasi  a Nottingham, viene selvaggiamente aggredita per motivi razziali. La famiglia Moustafa non ha dubbi: l’aggressione è avvenuta per motivi razziali. Lo hanno raccontato il padre, Muhammad, e la sorella minore, Mallak, ai media britannici. Lo zio di Mariam, Amr ElHariry, ha anche riferito che sua nipote stava camminando per strada quando un gruppo di ragazze di 15-17 anni le ha urlato contro, chiamandola “black rose”, “rosa nera”, una chiara allusione al colore della sua pelle.

Mariam era stata picchiata su un autobus in precedenza da un gruppo di 8-10 ragazze che l’avevano presa di mira mentre si trovava assieme alla sorella in un parco). Quel  20 febbraio Mariam si trovava su un autobus assieme a un suo amico, che ha tentato di proteggerla dal gruppo delle ragazze che l’hanno aggredita a calci e pugni,.  L’aggressione è cominciata in Parliament Street: da lì Mariam ha preso un autobus ma le bulle l’hanno seguita anche lì: di quei momenti è emerso un video, in cui si vede la 18enne sul fondo di un autobus accerchiata da altre ragazze, di cui si sentono le voci. La corsa finisce all’esterno di un centro commerciale, il Victoria Center. Una giornata finita tragicamente. E pensare che proprio quel giorno aveva saputo di essere stata ammessa alla facoltà di Ingegneria. Una volta portata in ospedale, nonostante dicesse di stare molto male, l’hanno rimandata a casa. La mattina dopo era già in coma. Il padre voleva farla studiare assieme alla sorella di 15 anni e un fratello di 12 nelle scuole inglesi ma a Mariam mancava tantissimo l’Italia. Soffriva tra l’altro di una malformazione cardiaca per cui si curava dalla nascita viene raccontato da ‘Le Iene’.