“Striscia” inchioda l’assessore Pd: «Assumo i tuoi figli in cambio di voti» (video)

giovedì 22 marzo 9:20 - di Gabriele Alberti

 

Il Pd pugliese nella bufera.  Striscia la notizia ha mandato in onda un video che smaschera l’assessore Michele Mazzarano. L’inviato Pinuccio ha raccontato  la storia di un cittadino che sostiene di aver organizzato la campagna elettorale per Michele Mazzarano, candidato alla Regione Puglia. Secondo quest’uomo, Mazzarano avrebbe promesso in cambio l’assunzione dei due figli in un’azienda della zona. Mazzarano viene eletto, diventa assessore, ma viene assunto solo un figlio. E’ a questo punto che il cittadino decide di incontrare l’assessore (registrando tutto). Mazzarano dice, come si può ascoltare nel video: «Io ti posso dire, come ho fatto per tuo figlio devo impegnarmi per l’altro tuo figlio. Ma te lo sistemo l’altro, dammi il tempo. A quello te l’ho sistemato o no? Quello non lo caccerà più nessuno anche se non ha l’indeterminato». Ancora: «Quando arriverà il momento che quello potrà fare qualche assunzione, il nome di tuo figlio lo darò.  All’lva dove sta lui due ne ho fatti entrare. E quando non ci conoscevamo, otto ne ho messi là dentro. Otto. Tutti in una volta”. Parole pesanti che attesterebbero  la consuetudine con un esercizio del potere clientelare.

La replica e la rabbia del web

Mazzarano non ha replicato ma – è stato aggiunto nel servizio – ha spiegato di essere stato vittima di estorsione, tanto da aver presentato denuncia il giorno stesso visto che i carabinieri erano nella stanza accanto proprio per ascoltare il tutto. L’avvocato – ha aggiunto, però, Pinuccio – ha fatto sapere a Striscia che la denuncia è stata fatta ma solo ora. Quale sia la verità, lo si capirà nei prossimi giorni. Fatto sta che questa nuova bufera non lascia indifferente il governatore. Nel palazzo presidenziale stanno già approfondendo la vicenda, perché così come raccontata, se confermata, sarebbe pesante. I commenti su Fb sono rabbiosi. Uno per tutti: “Questo personaggio, come al solito targato PD, è uno dei tanti che sono contro la chiusura Ilva, e che continuano a raccontare ancora la favoletta della possibile ambientalizzazione di questo mostro industriale e della presunta compatibilità salute-lavoro. È il loro bacino di utenza voti. Ecco perché Taranto morirà di grand’industria; Sono 50 anni che politici di questa specie l’hanno condannata a questo destino!”

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • RINVIATO@LIBERO.IT 23 marzo 2018

    allo stato dell’arte speriamo che le autorità possano intervenire…

  • fdesalvo@aconet.it 23 marzo 2018

    Trascuro lo scambio di voti, cosa già vista, vorrei invece dare una risposta a quell’assatanato Facebook delle ultime 4 righe. Prima che a Taranto l’Ilva era stata a Genova Cornigliano, dal 1930 al 1970 circa. E le case non erano a qualche centinaia di metri come a Taranto, ma a circa 20 metri: un muro inclinato di sostegno di 4÷5 metri, i due binari della Roma-Genova-Torino, gli 8 metri dell’Aurelia di allora, le case di 6÷8 piani. Alla base del muro passava su binario proprio il “sottomarino”, una specie di lungo siluro su due carrelli che riceveva la colata di uno degli altiforni e la andava a rovesciare sui forni di decarbonizzazione. Dal treno (io allora lo usavo frequentemente) si vedeva dalla bocca del “sottomarino” il liquido rosso acceso della ghisa, offuscato dai fumi puzzolenti che ne uscivano. Se c’era vento di mare dovevamo chiudere i finestrini. Gli altiforni erano più indietro, forse una cinquantina di metri.
    La Commissione “malattie professionali” dell’allora Comunità carbone-acciaio, oltre al lavoro di indagine all’interno stabilimento, era andata a spulciare nei registri anagrafici di Cornigliano le cause di morte degli abitanti frontalieri allo stabilimento dal 1945 (una quindicina di anni dall’inizio dello stabilimento) fino a quegli anni, circa 1960 e poi aveva paragonato la statistica con altra di rivieraschi lontani dall’industria. Nessuna differenza di rilievo.
    Se in un paragone simile a Taranto hanno trovato lo 0,qualcosa di differenze, a Cornigliano avrebbero dovuto trovare più del 50% di differenze. Ma gli analisti di allora erano gente seria, anche se dovevano lavorare a mano senza computer.
    Nota: passando col treno avevo visto montare (anni 1953÷54) i primi impianti di depolverizzazione. Credo che il tarantino di Facebook non sia nemmeno capace di immaginare come era l’atmosfera prima di quella data.

  • bruno1313@virgilio.it 23 marzo 2018

    O non erano i paladini della legalità questi del PD.E non solo in Puglia.Ogni commento sarebbe troppo inopportuno.La batosta l’hanno già presa il 4 di marzo purtroppo poco e ora speriamo di essere più furbi di loro e di non li invitare nemmeno ai tavoli delle trattative per il Governo.Hanno perso e che stiano a casa a fare la calza se gli riesce.