Spari contro la carovana elettorale di Lula. E lui: «Sono stati i fascisti»

Anche in Brasile «è tutta colpa dei fascisti». Sì, perché la carovana elettorale dell’ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva è stata bersaglio di tiri di arma da fuoco nel sud del paese. Era lì che stava concludendo la sua campagna per le presidenziali di ottobre. Non ci sono stati feriti, secondo quanto ha riportato la presidente del Partito dei Lavoratori (PT) Gleisi Hoffmann. Ma, ha aggiunto, i responsabili avevano intenzione di colpire «persone che stavano all’interno degli autobus. C’è stato un tentativo di omicidio e stiamo determinando se ci sia stato il tentativo di colpire il presidente Lula». Poi la grande rivelazione: «La nostra carovana è stata attaccata da gruppi fascisti. Avevano già lanciato uova e pietre. E oggi hanno sparato contro un autobus», ha scritto sul suo account Twitter lo stesso Lula.

Per Lula si avvicina il carcere

Ma l’ex presidente è in difficoltà. Per lui infatti si avvicina il carcere. Il Tribunale Regionale Federale di Porto Alegre ha respinto i ricorsi presentati dai suoi avvocati, confermando la pena a 12 anni e un mese di detenzione inflittagli in primo grado per corruzione passiva e riciclaggio. La decisione dnon potrà però diventare esecutiva finché il Tribunale Supremo Federale (Tfr) non deciderà sulla richiesta di habeas corpus presentata dai legali di Lula.  L’Alta Corte si riunirà il prossimo 4 aprile per prendere una decisione definitiva al riguardo.