Sorpasso a Berlusconi: forse disfarsi degli ex-An è stato un errore. O no?

Non è che a volte ritornano. È che non se ne sono mai andati. Sono i fantasmi della fu Alleanza Nazionale. Da quando Berlusconi li ha politicamente smaterializzati riducendoli a puro spirito, sembrano trovare pace solo battendo colpetti maligni. Il primo lo assestarono alle elezioni del 2013, in segno di ritorsione della spietata operazione di “pulizia etnica” ordinata al momento delle candidature. Un vero genocidio politico cui sopravvisse solo uno sparuto drappello di fortunati. Il grosso delle truppe fu invece scaraventato in mare senza troppi complimenti dai due mozzi di bordo, Angelino Alfano e Denis Verdini, zelanti esecutori, a loro dire, delle volontà del Cavaliere. L’operazione si rivelò però un pessimo affare e il conto fu pagato nelle urne con una rimonta interrotta proprio sul fil di lana: 29,55 per cento a Bersani; 29,18 a Berlusconi. Percentualmente un’inezia. Politicamente, lo scrigno della maggioranza alla Camera. L’avesse conquistato, l’ex-premier non sarebbe stato di lì a poco sbattuto fuori dal Parlamento. Purtroppo andò diversamente, e visto oggi dal retrovisore nessuno può negare che quello zerovirgola sia costato a Berlusconi più di un processo perduto. Da mangiarsi le mani. Ma, si sa, il Cavaliere non è tipo da rimpianti ed è escluso che abbia indossato il cilicio ripensando a quei pochi voti che gli mancarono e a quei tanti ex-An che avrebbero potuto portarli in dote se solo qualcuno non li avesse scaricati come insopportabile zavorra. Com’è escluso che l’abbia fatto in queste ore ripercorrendo con la moviola della memoria tutte le fasi dello spettacolare sorpasso di Salvini. Un’operazione studiata fin nei dettagli, ma che al Sud ha beneficiato soprattutto del turbo elettorale azionato dalle anime vaganti degli ex-An. Una vera maledizione. A conferma che le storie e le culture dei partiti non sono fastidiosi calcoli da espellere. La politica non contempla diuretici. Chi si azzardasse a dimenticarlo, si ritroverebbe presto con i pantaloni bagnati. Come succede a chi fa la pipì controvento.