Siria, l’Isis non rispetta la tregua ma l’Onu si schiera con i terroristi islamici

Per il quarto giorno consecutivo in Siria gruppi terroristici hanno attaccato il corridoio umanitario creato nei pressi di Al-Wafidin impedendo ai civili di lasciare la Ghouta orientale, sobborgo assediato a est di Damasco in mano ai ribelli. Lo ha riferito l’agenzia di stampa ufficiale siriana Sana, che indica come responsabili degli attacchi “i terroristi di Jabhat al-Nusra e altri gruppi armati affiliati”. Secondo la Sana, “le organizzazioni terroristiche hanno colpito il corridoio umanitario con tre colpi di mortaio e razzi meno di un’ora dopo l’inizio della tregua” annunciata da Mosca e in vigore ogni giorno per cinque ore a partire dalle 9 e fino alle 14. Inoltre si apprende che è di un civile morto e otto feriti il bilancio ieri dell’offensiva turca contro il distretto di Afrin, nel nord-ovest della Siria. A riferirlo è sempre l’agenzia di stampa ufficiale siriana Sana, che denuncia l’aggressione delle forze di Ankara contro l’enclave curda. Fonti locali, citate dalla Sana, hanno rivelato che un 35enne è morto e altre cinque persone sono rimaste ferite in un bombardamento dell’artiglieria turca contro il villaggio di Yakhour. Altri tre civili sono stati feriti dalle bombe cadute sulle zone di Jandaris, Sheikh al-Hadeed, Rajo e Shran. Inoltre sono 41 i soldati turchi morti nell’offensiva nella regione di Afrin dove il 20 gennaio è scattata l’operazione Ramoscello d’ulivo delle Forze Armate turche e dei ribelli siriani alleati. Lo conferma il ministero della Difesa in una nota di cui danno notizia i media locali. Il bilancio ufficiale parla anche 116 ribelli dell’Esercito libero siriano morti nell’operazione. Dall’avvio dell’operazione, secondo lo Stato Maggiore turco, sono stati “neutralizzati” (ovvero catturati o uccisi) almeno 2.295 i “terroristi”. Ma le Nazioni Unite voltano la testa dall’altra parte e accusano il legittimo governo di Damasco di non meglio identificati crimini contro l’umanità anziché opporsi all’invasione armata della Turchia di un Paese indipendente e sovrano.