Sicilia, Il buon governo del centrodestra unico antidoto all’ondata grillina

All’indomani del voto in Sicilia per le elezioni politiche, le riflessioni su quanto accaduto devono indurre il centrodestra all’autocritica e ad immaginare una seria strategia di rilancio.

Certamente nessuno avrebbe potuto prevedere che quasi un siciliano su due avrebbe affidato il proprio consenso al M5S, ma che il popolo siciliano viva da anni un forte malessere nei confronti di tutta la politica dei partiti tradizionali, questo sì, era ampiamente risaputo.

Probabilmente le elezioni regionali del 5 novembre 2017 hanno indotto l’errata convinzione che il centrodestra in Sicilia potesse tornare a vincere sempre ed a prescindere dai candidati. Non è così.

Intendiamoci, con molta probabilità anche con liste maggiormente legate ai territori e svuotate da “riciclati” esperti in salto della quaglia, il risultato avrebbe comunque premiato i pentastellati, anche se in maniera inferiore. Il punto vero della questione è che d’ora in avanti il centrodestra siciliano per riavvicinarsi ai vecchi fasti del 61 a 0 deve mettere in campo tutti i migliori strumenti di cui dispone: una rinnovata classe dirigente da selezionare tra i tanti giovani -e anche meno giovani- formatisi tra i banchi dei consigli comunali dell’isola e l’efficiente azione del governo regionale. Questo lo sa bene Nello Musumeci che ha così analizzato l’esito del voto: “Il voto delle elezioni nazionali -dichiara Musumeci- deve spingerci ad alcune riflessioni e non basta, anche se fa piacere, evidenziare che il centrodestra sia la coalizione più votata in Italia, perché il risultato nelle regioni del Sud è il segnale di un malessere profondo che investe le popolazioni più toccate dalla crisi. In Sicilia, -continua il Governatore- la nostra proposta politica, alle elezioni regionali, ha trovato il consenso maggioritario dei cittadini proprio in ragione della necessità di rispondere al loro disagio con azioni di governo precise, respingendo velleità e facili demagogie. Come abbiamo chiesto il rispetto di quel voto, così abbiamo profondo rispetto per quello di ieri, e sappiamo bene che per i prossimi cinque anni saremo chiamati a promuovere nell’Isola tutte le azioni possibili per fare crescere l’economia, ridurre la povertà, diminuire le differenze. Questa -conclude Musumeci- è la sfida del nostro governo, ma è anche la sfida cui è chiamato senza alibi tutto il Parlamento siciliano, per condividere e portare a compimento la tanto attesa stagione delle riforme.