Senato, il centrodestra non molla: restiamo su Romani. Di Maio in panne

giovedì 22 marzo 16:17 - di Redazione

L’azzurro Paolo Romani resta in pole position per la presidenza del Senato. Secondo quel che hanno riferito da fonti di Forza Italia, questo è quanto deciso dal nuovo vertice del centrodestra tenutosi in queste ora a Palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Vertice tra Berlusconi, Salvini e Meloni

È che il nome di Romani sia ancora sugli scudi della coalizione più votata alle elezioni del scorso 4 marzo, lo confermano indirettamente le difficoltà in cui si dibatte il M5S. Ad evidenziarle è lo stesso Luigi Di Maio in un post su Facebook: «Nelle ultime ore – vi si legge – notiamo che ci sono difficoltà nel percorso che porta all’individuazione dei presidenti delle Camere. Il Pd si è rifiutato di partecipare al tavolo di concertazione proposto dal centrodestra, e lo stesso centrodestra continua a proporre la candidatura di Romani che per noi è inviolabile». Il capo politico dei Cinquestelle ha bisogno di tempo e lo ammette senza reticenze: «Per questa ragione proponiamo un nuovo incontro tra i capigruppo di tutte le forze politiche per ristabilire un dialogo proficuo al fine di un corretto processo per l’individuazione delle figure di garanzia per le presidenze delle Camere».

Il capo politico del M5S: «Romani è invotabile»

La situazione, insomma, starebbe ad un passo dallo sfuggire di mano ai protagonisti. Fonti giornalistiche fanno trapelare una riunione informale dei capigruppo a Montecitorio in cui prenderebbe sempre più corpo l’ipotesi di rinviare a lunedì la seconda giornata di votazioni sul presidente, saltando quindi la seduta di sabato. Soluzione resa non proprio semplice da un nodo tecnico: allineare Camera e Senato nelle votazioni. Dal punto di vista politico, lo stallo riporta in gioco il Pd. Parla per tutti Ettore Rosato, capogruppo uscente alla Camera: «Se si riparte da zero ci chiamino, andremo volentieri». Tradotto, significa che le candidature di Romani e del grillino Roberto Fico devono rientrare.

Commenti

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  • Pino1° 23 marzo 2018

    Quel maledetto d’Arcore ha una unica possibilità di contare ed essere visibile. Far entrare Romani che sa benissimo essere rifiutato, è una complicazione-ricatto per tirare l’elastico e compiere l’atto sacrificale della sua compagine o di Romani per chiedere altro PER SE STESSO……… e per rilanciare gli amici piduini di sempre. Va spiegato agli italiani che il caimano deve essere messo al bando. Se DiMaio e Salvini volessero sbaragliare tutti dovrebbero mettersi d’accordo realmente su tutto e presentare l’intero pacchetto fino all’ultimo incarico espellendo berlusconi e forzisti, dimostrerebbero che è davvero iniziata una nuova repubblica.

  • Felifelix 22 marzo 2018

    Per loro un pregiudicato è garanzia di poter continuare a delinquere…

  • PAOLO Damicodatri 22 marzo 2018

    Berlusca alle prossime votazioni se insisti su Romani prenderai il 10%

  • gio 22 marzo 2018

    Salvini e Meloni farebbero bene a lasciare i democristiani al loro destino. Romani è impresentabile.
    Qui si rischia di resuscitare il PD o tornare al voto coi 5S al 40%.

  • Nestore 22 marzo 2018

    Ma perché Romani? Ci sono la Casellati, la Bernini, perché proprio Romani che è pregiudicato per peculato? E perché Fratelli d’Italia, che nello statuto ha prescritto che i candidati non avessero condanne, converge su questo nome? Io non capisco, va bene cedere una presidenza a Forza Italia, ma spero che venga fuori un altro nome, perché mi sentirei fortemente deluso se venisse eletto Romani. Sarebbe davvero un pessimo inizio per una legislatura in cui non si sa nemmeno se il centrodestra avrà i numeri per governare. Vi prego, rifletteteci bene.