Sempre più pensionati fuggono dall’iniquo regime fiscale italiano

venerdì 16 marzo 17:40 - di Redazione

Delle oltre 370mila pensioni pagate all’estero il 16%, oltre 59mila assegni, sono frutto di contributi versati interamente in Italia. Pensioni queste che hanno perciò scelto di migrare volontariamente dal nostro Paese a causa del costo della vita e dei vantaggi fiscali. A calcolare il fenomeno non ancora molto rilevante per dimensione ma di grande interesse sociale è il Quinto Rapporto Itinerari Previdenziali. Nel 2016, infatti, si legge nel Rapporto, sono state 373.265 le prestazioni pensionistiche liquidate all’estero, da ripartire tra cittadini italiani (l’82,6%) e stranieri (il 17,4%): circa 160 i diversi Paesi coinvolti per un importo complessivo pari a 1.057.428.584 euro. Destinata in Europa la maggior parte dei pagamenti; seguono l’America Settentrionale, l’Oceania e l’America Meridionale. Di queste oltre 373.265 prestazioni, in prevalenza, pensioni di vecchiaia (227.367), seguite per numerosità da pensioni ai superstiti (132.479) e da pensioni di invalidità (13.419), sono calcolate ”in regime di convenzione internazionale”, vale a dire frutto di contributi versati in parte in Italia e in parte all’estero (le convenzioni tra l’Italia e gli altri Paesi rendono di norma possibile la totalizzazione), mentre il restante 16%, pari a 59.537 prestazioni, riguarda le pensioni calcolate in ”regime nazionale”, la cui contribuzione è stata cioè interamente versata in Italia.

Benché di rilievo numerico ancora contenuto, si legge ancora, “i dati obbligano quindi a fare i conti con i pensionati italiani che ”fuggono” verso l’estero che pare riconducibile a due ragioni principali: il costo della vita e i possibili vantaggi fiscali”. Il pensionato che risiede all’estero per di più di 6 mesi infatti, si legge ancora, può chiedere all’Inps il pagamento della pensione al lordo delle tasse, optando per la tassazione esclusiva nel Paese di residenza oppure per l’applicazione del trattamento fiscale più favorevole. In questi casi, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale mette in pagamento la pensione al lordo della tassazione, che viene successivamente applicata secondo il regime fiscale vigente nel Paese estero di residenza. Nel solo periodo d’imposta 2016 le richieste per l’applicazione delle convenzioni internazionali contro la doppia imposizione sono state 55.238 (quasi il 15% del totale pagato all’estero): Australia, Germania, Svizzera, Canada, Belgio e Austria i Paesi che registrano la maggior concentrazione di pensionati detassati parzialmente o integralmente; ma un discreto successo di attrazione dei pensionati lo ottengono il Portogallo, la Tunisia e le Canarie. Ma quale, dunque, il carico fiscale sulle pensioni italiane? Per il 2016 l’ammontare totale dell’Irpef sulle pensioni è stato pari a 49,773 miliardi di euro: su poco più di 16 milioni di pensionati, oltre 8,2 milioni evidenziano però prestazioni tra 1 e 2,5 volte il minimo sulle quali, per via anche delle detrazioni, non pagano imposte; altri 2 milioni (tra 2,5 e 3 volte il minimo) pagano un’imposta modestissima. Il successivo scaglione (da 3 a 4 volte il minimo), con oltre 2,5 milioni di pensionati, versa in media un’imposta appena sufficiente a pagarsi la sanità pubblica (1.850 euro pro capite la media italiana).

Commenti

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  • Marco 17 marzo 2018

    Creare aziende dirette da pensionati con voglia e forza di fare, per dare chances ai giovani. Includere i pets nella mutua, quando trattasi di animali adottati e non comprati. Destra sociale.

  • Carlo 17 marzo 2018

    Gli italiani residenti all’estero sono obbligati ad iscriversi all’AIRE (Associazione Residenti all’Estero). Al momento dell’iscrizione PERDONO IL DIRITTO A QUALSIASI ASSISTENZA SANITARIA gratuita in Italia (ospedaliera, medico di base, pediatra di famiglia). Non solo, ma se sono pssessori di una unica casa (prima casa) in Italia, pagano le tasse locali e le utenze (Rifiuti Energia elettrica, IMU, ecc.) come se questa fosse seconda casa. Inoltre i Pensionati INPS residenti all’estero possono godere – in quasi tutti i Paesi in cui c’è una convenzione – del versamento della pensione AL LORDO, senza applicare la (ALTA) tassazione italiana.Invece i Cittadini pensionati ex-INPDAP residenti all’estero nella maggior parte dei Paesi NON HANNO DIRITTO al versamento della pensione al lordo. Non solo, ma debbono pagare anche le TASSE LOCALI ITALIANE (addizionale irpef regionale e comunale ) pur non essendo più residenti in un comune o in una regione italiana!!! Lo spirito della Legge Tremaglia è completamente stato tradito! Oggi ogni profugo che viene accolto in Italia, oltre ad avere un contributo giornaliero in denaro e (giustamente) vitto e alloggio ha anche da subito Medico di Base e pediatra di famiglia e assistenza ospedaliera gratuita. E bravi i nostri governanti che hanno creato disparità di diritti tra Cittadini pensionati INPS ed ex-INPDAP e tra Cittadini italiani residenti all’estero (no assistenza sanitaria in Italia) e profughi NON CITTADINI ITALIANI (Si a ogni tipo di assistenza sanitaria di base ed ospedaliera)!!

    • Maury 20 marzo 2018

      Sacrosante parole. Disparità di trattamento tra stesse categorie di soggetti, solito SCHIFO all’italiana ma mi sorge un dubbio, che sia stato creato appositamente per favorire sempre le solite persone (dirigenti liberi professionisti).

  • maurizio turoli 17 marzo 2018

    La casta, perseguendo il disegno della sostituzione etnica, si pone l’obiettivo di far fuggire all’etero oltre il 50% dei penionati.
    A tal fine, i fnti riformatori di Di Maio si sono inventati il reddito di cittadianza.
    In tal modo lastampella economica delle pensioni non serve più

  • Giancarlo Borluzzi 17 marzo 2018

    Il sistema fiscale è assolutamente iniquo, ma per rivederlo è necessaria anche una riduzione della spesa pubblica.

  • Cesare Zaccaria 17 marzo 2018

    MALAGIUSTIZIA E INIQUA PRESSIONE FISCALE SONO LE DUE CAUSE PRINCIPALI CHE STANNO PROVOCANDO LA FUGA ALL’ESTERO DI GIOVANI, ANZIANI , CAPITALI, IMPRESE ALL’ESTERO. LA DEBACLE DEL PD CHE HA TRADITO LE ASPETTATIVE DEGLI ITALIANI .

  • Angelo 17 marzo 2018

    Quandio si dice: governo ladro !

  • giulio 17 marzo 2018

    sono perplesso: se porto soldi all’estero sono un criminale, invece se li do ad una banca, un fondo che li “investe” all’estero sono un “risparmiatore”. Se mi trasferisco all’estero per pagare meno tasse? se spendo i soldi all’estero in vacanze, magari di lusso?