Segnalare i migranti infetti? Le toghe rosse si oppongono: «Lede la privacy»

giovedì 22 marzo 10:25 - di Adriana De Conto

Neanche il buonsenso va d’accordo con la prassi giudiziaria quando l’argomento tocca i migranti. Cautelare la cittadinanza da un contagio, sembra diventare un delitto, un optional, un’eventualità marginale. Siamo alla follia. Deve rimanere un segreto. Eppure il sei marzo scorso il presidente del tribunale Manuela Farini e da quello dell’ Ordine degli avvocati di Venezia avevano firmato un protocollo di assoluto buonsenso in cui si chiedeva agli avvocati dei migranti che presentano ricorso contro il no al diritto d’asilo, di informare se questi sono affetti da malattie contagiose, visti i casi in passato di diffusione di malaria e altri ceppi virali attivi nei paesi di provenienza. La decisione ha scatenato – come leggiamo su Libero – la reazione di “Magistratura Democratica, i Giuristi democratici e l’Asgi, ossia l’ Associazione per gli studi giuridici sull’ immigrazione“, che si sono stracciati le vesti.  Il “Protocollo sezione immigrazione” recita così:  “I difensori, ove siano a conoscenza di malattie infettive del ricorrente  (ad esempio Tbc), sono tenuti a comunicare la circostanza al giudice prima dell’udienza e a richiedere al ricorrente la produzione di certificazione che attesti l’assenza di pericolo di contagio”. La questione, ovviamente, riguarda soprattutto i migranti che fanno ricorso contro il diniego al diritto d’asilo.

Cautelare la cittadinanza da un contagio non sembra essere un’esigenza scandalosa, dovrebbe essere un dovere, invece, il presidente di Magistratura Democratica, Riccardo De Vito, ha fatto un’affermazione sconcertante: «l’ obbligo da parte dell’ avvocato di rivelare dati ultra sensibili relativi al suo cliente lede il diritto alla riservatezza e alla dignità. Nessuno penserebbe mai di chiedere simile certificazione medica alle parti di qualsiasi altro procedimento giudiziario, dimenticando che sono soggetti a stringenti controlli medici sia al loro arrivo che nei centri di accoglienza». E così se un migrante on gruppi di migranti fosse malato, nessuno dovrà saperlo. Rischiare di fare ammalare qualcuno non è un problema per i democratici magistrati rossi.

 

Commenti

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  • antoine13@live.it 23 marzo 2018

    non posso commmentare una nefandezza simile da parte della magistratura mi arrestano ma gli auguro di avere a casa un maggiordomo affetto da colera scabbia e hiv portate da questa m**** che non ha diritto di stare nel nostro paese x chi fugge veramente da guerre niente da dire se hanno veramente bisogno di aiuto!!!!

    • coval49@yahoo.it 25 marzo 2018

      Perchè, esiste ancora la privacy? Se andiamo in un’altra Nazione non solo siamo segnalati ma ci sbattono in quarantena.

  • mirkino1488@gmail.com 22 marzo 2018

    e’ inutile che vi lamentate ora avevate la possibilita’ di cambiare veramente il 4 marzo votando casapound invece avete venduto il c*** per 750 euro del vostro amico venditore di coca cole.adesso e troppo tardi per lanentarsi

  • 22 marzo 2018

    Sono oltre cinquant’anni che le toghe rosse, questi esseri indegni di essere chiamati italiani, si danno da fare per distruggerci! Vogliono distruggere la nostra nazione, la nostra cultura, la nostra civiltà, le nostre tradizioni…..Esiste un modo per toglierli di mezzo?

  • fghajdk@csj.com 22 marzo 2018

    Pazzi, bastardi, delinquenti. Qui si rischiano epidemie e questi fanno i filosofi. Vanno denunciati per tentata strage ai danni degli Italiani.