Mosca, schiaffo a Roma: espulsioni gesto di inimicizia di un governo dimissionario

L’irritazione è tutta nelle parole sgranate una ad una con una sorta di collera fredda. Una scudisciata dopo l’altra assestata sulle terga del governo Gentiloni in ritirata e su quel «Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana formalmente dimissionario» che ha preso la decisione di espellere due diplomatici russi accreditati all’ambasciata a Roma, decisione annunciata lunedì dalla Farnesina – guidata dal politicamente trapassato Angelino Alfano – e considerata dalla Russia come «un gesto di inimicizia di Roma in netto contrasto con la plurisecolare tradizione di buone e stabili relazioni russo-italiane».

Reagisce con insolita, gelida, durezza Mosca alla decisione del governo italiano di espellere due dei diplomatici russi accreditati come ritorsione per l’avvelenamento in Gran Bretagna dell’ex-spia russa Sergej Skripal e della figlia Julia. E avverte, dal suo account Twitterl’ambasciata russa a Roma, che l’«eclatante gesto, prettamente politico» di fatto «introduce un elemento di sfiducia in quel dialogo pragmatico che non si è mai interrotto neanche quando la Ue ha adottato la politica sanzionatoria», indebolendo «i positivi sviluppi potenziali della cooperazione bilaterale».

«Anche nel periodo della contrapposizione ideologica della “guerra fredda” tra Occidente e Unione Sovietica – ricordano dal palazzetto di via Gaeta,, sede della rappresentanza russa nel nostro Paese – l’Italia si è fatta guidare prima di tutto da una propria visione dell’opportunità politica e non da pareri imposti dall’esterno». Come, invece, è accaduto ora accodandosi agli altri Paesi Europei, in primis Gran Bretagna e Francia, «considerando illegittimi i riferimenti al caso Skripal» senza, peraltro, fornire «alcuna prova del loro coinvolgimento in attività incompatibili con lo status di diplomatico».

L’auspicio – che, poi, è un vero e proprio benservito a Gentiloni, Alfano e compagni – è «che il nuovo governo» italiano, «espressione dell’esito delle elezioni parlamentari, voglia perseguire con decisione una politica di sostegno al dialogo costruttivo e di sviluppo della collaborazione in tutti i campi con la Russia».

«Naturalmente questo atto, spiegato con la necessità di attuare la decisione assunta dal Consiglio Europeo relativamente alla famigerata solidarietà euroatlantica con Londra – avverte Mosca – non resterà senza risposta da parte nostra» facendo sapere di considerare il suo accostamento con la vicenda Skripal come «un’aperta provocazione della Gran Bretagna».